Caso Candreva: Ranieri conferma il “castigo”. Difficile il reintegro prima di Natale.

La frattura non si è ancora ricomposta, c’è stato un piccolo riavvicinamento verbale, ma dire che tra Candreva e mister Ranieri sia ricucita la ferita è prematuro. Ieri mattina, quando la Samp si è ritrovata al Mugnaini, l’esterno ex Inter non era in campo coi compagni. Era passato al mattino presto per il consueto tampone che riguarda tutto il gruppo squadra ma poi è andato via e si è presentato nel pomeriggio quando i compagni non c’erano più e ha svolto i suoi allenamenti individuali.

Sarà Ranieri a decidere se e quando reintegrarlo, nel dopogara di Verona, pur sorridendo alle domande, ha risposto severo: «Sono problemi nostri, gli ho dato una pausa di riflessione, vedremo». La sostanza è che la distanza tra le parti è ancora parecchia e poco è servito a Candreva postare sui social quel “daje ragazzi, forza Samp” durante la partita del Bentegodi. «So che Candreva è un bravo ragazzo – ha proseguito Ranieri – ma non sono queste le cose che mi hanno fatto decidere per la sua pausa».

Secondo la ricostruzione de Il Secolo XIX, la rabbia di Ranieri ha riguardato il doppio appuntamento di chiarimento bucato dall’ex interista a inizio settimana quando il tecnico lo ha convocato per chiedergli spiegazioni circa determinati atteggiamenti diciamo di “poco coinvolgimento nell’obiettivo della squadra”. Non gli contesta il mancato impegno, perché
oggettivamente Candreva in questi suoi primi mesi non ha fatto male in campo. Si tratta per lo più di poca partecipazione al momento difficile della squadra. Le sue questioni private, la nuova casa comprata a Milano, la moglie incinta, tutte cose normali per i calciatori ma che hanno dato l’impressione al tecnico di portare via a Candreva molto della sua concentrazione per fare bene non solo in campo ma pure nel ruolo di guida sui più giovani. Tutte cose per cui lo stesso Ranieri si era speso per averlo in rosa.

Da qui i chiarimenti saltati da Candreva e la decisione di Ranieri di punirlo escludendolo dagli
allenamenti e dai match. Contro il Verona ma pure da quello di domani contro il Crotone, visto che difcilmente la cosa si sanerà entro domani. Per un ritorno in gruppo se ne riparlerà forse dopo Natale, salvo colpi di scena.

Sir Claudio, per inciso, da psicologo navigatissimo
di tanti spogliatoi, sa che in questa battaglia di nervi si gioca molto della sua credibilità e la vittoria di Verona lo ha per ora premiato. La lezione mostrata al gruppo su Candreva, infatti, così come l’esclusione dagli undici titolari dell’altro senatore Quagliarella (la sua però non
certo per punizione, giusto per dargli riposo visto il momento no), aveva lo scopo di tirare fuori da chi andava in campo tutta la rabbia agonistica per invertire il trend negativo e mostrare di poter fare anche a meno dei”senatori”. È esattamente quello che è successo in
campo, dando quindi ragione al tecnico e chiarendo che il suo ruolo non può essere messo in discussione, da Candreva come da nessun altro.

Ora, in pratica, la palla è nelle mani di Candreva, sarà lui a dover fare tutti i passi, se come pare vorrà farli, per chiedere scusa e farsi riaccogliere in gruppo.

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