Sampdoria, effetto covid: entreranno nelle casse 62 Mil di euro.

il retroscenaOrmai ci siamo, a breve l’Assemblea della Lega di A approverà l’ingresso dei fondi (Cvc, Advent e Fondo Strategico Italiano, riconducibile a Cassa Depositi e Prestiti, quindi allo Stato). La rivoluzione copernicana del calcio moderno, che metterà la pietra tombale non solo su quel poco che restava del mecenatismo, ma anche su quel lato ancora “passionale” dei presidenti, più o meno amati. Il calcio nel prossimo decennio è destinato a diventare solo una questione di numeri, di bilanci.I fondi, oltre a piazzare manager di fiducia nella stanza del potere della costituenda media company a scapito dei presidenti (e proprio su questo si continua a discutere… ), pagheranno per il loro 10% circa un miliardo e 700 milioni. Tutti soldi in più che si aggiungono agli attuali e futuri ricavi da diritti televisivi. Così distribuiti: un miliardo e 250 milioni di “fee” d’ingresso da dividere tra le 20 società (in base al posizionamento medio delle ultime tre stagioni, secondo la Lotti-Melandri), un contributo collettivo di altri 150 milioni per la crisi Covid, il resto destinato alla stabilizzazione dei futuri diritti tivù.Tradotto e focalizzato sulle tre liguri, con l’obbligo ovviamente di restare in A: alla Sampdoria andranno circa 62 milioni (55 di fee più 7 “Covid”), al Genoa circa 58 (51+7) e allo Spezia circa 37 (30+7). La quota “fee” va spalmata su cinque stagioni, a cominciare dalla attuale. Significa ad esempio che per le casse blucerchiate la firma dell’accordo sarà già nell’immediato una enorme boccata di ossigeno a livello di liquidità, nell’anno solare 2021 vale circa 30 milioni. Come? Gli 11 per il 2020/2021, più gli 11 del 2021/2022, più i 7 “Covid”. L’affare viene dato ormai per fatto negli ambienti finanziari, tanto è vero che ci sono già alcuni istituti bancari che stanno contattando le società pronte a offrire già da oggi un “finanziamento ponte”, per coprire il periodo di attesa da qui al versamento reale della prima rata che potrebbe arrivare a maggio/giugno. Alle firme infatti seguiranno processi formali molto lunghi per via di Antitrust, pareri fiscali e vari organi dello Sport.Ma i vantaggi di questo accordo vanno oltre la liquidità. Coinvolgono un piano industriale di crescita e stabilizzazione dei diritti televisivi per i prossimi dieci anni, rendendo il sistema calcio più solido, più affidabile e più finanziabile. Attraverso il futuro canale della Serie A, la diversificazione dei suoi prodotti e della sua distribuzione, si punta a portare i proventi distribuibili alle squadre dagli attuali 1,1 miliardi ai 2,2 nel 2029 con raddoppio dei ricavi da diritti e inevitabile incremento di introiti pubblicitari e di merchandising dovuti a una distribuzione mondiale del prodotto Serie A. E si ipotizza già una quotazione in borsa della media company con ulteriore rafforzamento degli investitori.Altro vantaggio: una A più “sana” e gestita con maggiore competenza manageriale attirerà investitori. Specialmente esteri. Come ad esempio è già successo con Krause nel Parma. Interessati a entrare nel calcio solo per guadagnarci. Una fredda realtà alla quale bisogna iniziare a abituarsi.

Lo riporta il secolo XIX

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