Volpi: “Non prenderò mai né Sampdoria né Genoa. Basta calcio, passo a chi può fare meglio.

Gabriele Volpi rompe il silenzio e rilascia un’intervista al Secolo XIX, ecco quanto ha dichiarato l’ex patron dello Spezia:

«Il mio silenzio dei giorni scorsi? C’erano vincoli di segretezza, è normale quando si fa un’operazione del genere. Se anche
avessi voluto parlare, ero vincolato. Comunque, anche dall’estero, dov’ero impegnatissimo con il mio lavoro, ho seguito passo passo questa
operazione gestita da Gianpiero Fiorani e dai suoi, dai nostri, collaboratori».

Domanda inevitabile: perché? Precisando: perché con lo Spezia in A, ora che si potrebbe godere una squadra che gioca bene, diverte e sta tenendo la zona retrocessione ragionevolmente lontana? «Per tre motivi. Primo: perché io passo il 90% del mio tempo in Africa e quando torno mi rilasso sulla mia barca e non avrei la voglia e la forza di chiudermi in un ufficio per gestire una società di calcio. Secondo: perché questa era un’occasione più unica che rara, cedere a un gruppo di piena affidabilità e solidità finanziaria, che può fare quello che abbiamo fatto noi e anche meglio. Terzo: Fiorani ha ristrutturato le nostre aziende e i nostri impegni. In Italia siamo presenti con 44 ristoranti, stiamo lavorando forte a Porto Marghera e abbiamo molti altri progetti in rapido divenire. Anche a Spezia stiamo aprendo un nuovo locale. A noi piace fare bene quello che facciamo. Se chiudiamo questo tipo d’impegno, passiamo la mano a chi, ripeto, può fare come e meglio di noi. Non vogliamo fare quello è stato fatto a Genova, e non faccio nomi».

Si può parlare di cifre? «I gentiluomini non lo fanno e non sarebbe comunque corretto nei confronti della controparte. Detto questo,
resta la collaborazione, che si esprimerà in un passaggio di consegne non brusco, che permetta al nuovo gruppo di conoscere le situazioni.
Del consiglio attuale restano in due no a giugno: il presidente Chisoli e Pieri, che si è sempre occupato della parte finanziaria».

La cessione è totale? «Non abbiamo mai discusso di un’ipotesi diversa dal 100% delle quote. Tenere una cifra minoritaria non avrebbe senso. Per il nostro modo di vedere o almeno il 51 o nulla».

Il Ferdeghini resta vostro in che prospettiva? «L’avremmo anche ceduto, ma gli acquirenti hanno preferito così. Sempre pronti a ridiscutere: l’accordo attuale è un affitto su base sei anni. E, posso assicurare, non ha fini speculativi. Nell’operazione ha peso irrilevante».

Platek & Co. hanno manifestato un obiettivo sportivo preciso? «No. Ma serietà d’intenti, sì». Non è il primo gruppo americano che investe sul calcio italiano…Con i nuovi padroni dello Spezia non è detto che non ci siano possibilità di collaborare, ma non nel calcio».

Si dirà: Volpi lascia lo Spezia e prende la Sampdoria…«Ho 78 anni e una holding che dà lavoro a sei-settemila dipendenti, con ulteriore volontà di sviluppo. Non impegnerò energie e risorse nel calcio. Non prenderò né la Sampdoria né il Genoa. Non lo farò mai, ed è anche una questione di rispetto per lo Spezia».

Se dovesse fare un bilancio di questa lunga era a Spezia? «Sarebbe economicamente negativa, ma non mi chieda quanto ci ho rimesso, posso solo dirle che non ho mai pensato di investire per guadagnarci. E sportivamente positiva: le più belle soddisfazioni, la vittoria della serie B e questi mesi di A, con una squadra che diverte e ha, credo, uno degli allenatori giovani più bravi. Abbiamo preso una squadra e una società in D, l’abbiamo portata in A e vogliamo che in A resti. E ora che si chiude il nostro ciclo siamo orgogliosi di cedere a chi può mantenere questo tipo d’impegno».

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