Genoa-Samp, Don Tommaso Giani: un derby vissuto dietro all’altare.

Colpisce subito l’accento fiorentino. “Sì, sono di Pontedera”. Amore a distanza: “Mi innamorai di questa squadra, dei suoi colori e… della coppia Vialli-Mancini. Così ho iniziato a seguire la Samp. Andavo sempre in Gradinata Sud”. Dove è diventato un’icona: “Ho conosciuto tante persone. Vedevano un ragazzino toscano, che veniva da solo e da lontano per vedere la Samp. I doriani mi hanno accolto e adottato: mi compravano biglietti, a volte mi invitavano anche a fermarsi nelle loro case”, racconta Don Tommaso Giani a gianlucadimarzio.com. Un toscano, genovese di adozione e sampdoriano … di fede. Oltre a quella cristiana, sposata più tardi: “Da più grande ho maturato la passione per la comunità di Don Gallo (tifoso genoano) che ha orientato la mia scelta di diventare prete”. Due passioni e un denominatore comune: Genova. Una città in cui andava ogni due settimane per vedere le partite della Samp, prima del virus: “È sempre stato un mordi e fuggi, tra le messe e le partite di domenica. Però fino all’avvento del virus riuscivo sempre ad andare, per ritrovare tifosi e amicizie nate grazie alla Sampdoria, nella Sud. A giugno riceverò l’ordinazione sacerdotale e potrò cominciare a dire messa: ho già una bella coda di amici doriani che vogliono che io li sposi”.

Un ‘Don’ in curva: “Vivo le partite al 100%: accetto gli sfottò, non le discriminazioni. Quando è uno scherzo, lo accetto. Quando diventa prepotenza, me ne distacco”. E oggi, il derby: “Non è mai una partita come le altre. Gli sfottò al Genoa li faccio anche io eh”, ci spiega scherzando. Sulla stracittadina più bella non ha dubbi: “La serpentina di Cassano e il gol di Maggio (stagione 2007/08, ndr). Ricordo che quella volta non andai in curva perché offrii il mio abbonamento a un amico. Comprai un biglietto nei distinti. Il Genoa era in casa e non ebbi modo di esultare perché mi trovavo nel loro settore. Ma a fine partita, quando aprirono i cancelli, mi fiondai dentro la Sud a festeggiare con tutti i miei amici. Una giornata splendida”. Nessun dubbio anche sul ricordo più brutto: “Il gol di Boselli nel 2011”. Il coro più bello da cantare? “’Ma il cielo è sempre più blu (cerchiato di blu)’, sperando che anche la città si tinga coi nostri colori dopo la partita di stasera”. Come in cielo, così in terra.

Gianluca Di Marzio

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