Sampdoria: giornata di attesa, preoccupazione per i sintomi Covid di ieri. La situazione

L’incubo del Covid, riporta il secolo XIX, aleggia di nuovo sulla Sampdoria. E in ogni caso ha già finito con il condizionare il derby numero 123.

I tamponi effettuati a tutto il gruppo (tra calciatori, vari staff e personali si tratta di più di 70 persone) martedì sera e processati nella notte nel laboratorio di Torino a cui si affida la società non hanno evidenziato ulteriori positività oltre a quella già conosciuta di Letica. Ma nel gruppo squadra blucerchiato nelle ultime ore si sono manifestati alcuni mal di testa e mal di gola, con leggeri stati febbrili, che hanno convinto l’area medica a mandare a casa a titolo precauzionale tre calciatori proprio a poche ore dalla Stracittadina e cioè Damsgaard, Thorsby e Askildsen. Tre del gruppo “nordico”, che spesso trascorrono del tempo insieme fuori dal campo, potrebbe essere un caso fortuito come no. Se l’indisponibilità del portiere di riserva non ha impattato da un punto di vista tecnico sulle dinamiche della partita con il Genoa, lo stesso non si può dire per gli altri.

Damsgaard in particolare per caratteristiche tecniche è praticamente un “unicum” nella rosa e ieri sera se fosse stato bene sarebbe quasi sicuramente entrato in campo nel secondo tempo. Anche Thorsby è una delle pedine fondamentali di questa squadra, una specie di “coperta di Linus” per Ranieri che non ne ha mai fatto a meno volentieri. La Sampdoria, in ogni caso, aveva già previsto per ieri sera dopo il derby un nuovo giro di tamponi. Stamattina se ne conosceranno i risultati e si saprà quindi se anche qualche altro blucerchiato è stato contagiato dal Covid. C’è una comprensibile preoccupazione all’interno della squadra e della società.

La situazione ieri è “precipitata” nel corso della giornata. Dopo avere ricevuto di prima mattina gli esiti negativi dei tamponi da Torino, la squadra come da protocollo ha ricevuto il via libera per recarsi in pullman tutti insieme al Mugnaini e sostenere la prevista rifinitura. Presenti Audero e Ravaglia, che a tutti gli effetti sono i contatti più stretti del positivo Letica, visto che condividono con il croato oltre alle sessioni specifiche di allenamento anche lo spogliatoio/container. C’era un po’ di preoccupazione per loro, ma non hanno accusato nessun problema.

Al posto di Letica è stato aggregato alla prima squadra il numero uno della Primavera, il giovane Avogadri. Thorsby c’era ed è regolarmente sceso in campo lavorando con i non titolari, mentre Damsgaard e Askildsen non si sono mai mossi dalle loro camere dell’Ac Hotel. E non hanno nemmeno partecipato, Thorsby invece sì, al pranzo, che a differenza di martedì sera si è svolto regolarmente in gruppo. La decisione di mandare a casa a titolo precauzionale i tre blucerchiati è stata presa dall’area medica, in condivisione con società e Ranieri, a metà pomeriggio. Per Thorsby, che aveva già contratto il Covid a marzo, tra l’altro si tratta della seconda partita in dodici giorni che è costretto a saltare per raffreddore e mal di gola, era già successo infatti all’Olimpico contro la Lazio, quando era stato fatto rientrare in auto a Genova la mattinata della partita.In attesa stamattina dell’esito dei tamponi, la Sampdoria ha comunque deciso di spostare gli allenamenti di oggi, domani e sabato al pomeriggio. Che saranno preceduti da tampone. Dalla Asl, al momento e in assenza di nuove positività, non sono giunte nuove indicazioni. Cioè il gruppo squadra deve mantenere l’isolamento fiduciario fino al 12 marzo, con il permesso esclusivo di recarsi al campo per gli allenamenti.

Chiaramente calciatori e componenti dei vari staff dovranno restare nelle proprie abitazioni nel tempo libero e nei giorni di riposo. L’eventuale emergere di nuove positività potrebbe però disegnare nuovi, più complicati e restrittivi scenari.

La Sampdoria già nello scorso marzo era stata una delle società di Serie A più colpite dal Covid. Circa una dozzina i calciatori contagiati, tra quelli la cui identità è stata resa nota (Barreto, Gabbiadini, Ekdal, La Gumina, Thorsby, Depaoli e Bereszynski) e quelli invece che sono sempre rimasti protetti dalla privacy. Oltre a alcuni componenti degli staff.

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