Bereszynski: “Siamo tanto più forti di così. Futuro? Non guardo altrove”.

«Sono arrivato in Italia cinque anni fa che ero un ragazzo, ora sono un uomo, ho una famiglia, due figli e finalmente ho fatto il primo gol».

A 28 anni e dopo 120 partite Bartosz Bereszynski, che si racconta in un’intervista sulle pagine del Secolo XIX, si sente finalmente arrivato.

Oltre al gol contro il Cagliari, nelle ultime settimane è stato tra i doriani più continui e da pochi giorni ha fatto pure la doppietta con la nascita del piccolo Bruno. «In realtà pure contro il Cagliari ho fatto una doppietta: perché un gol l’ho segnato ma un altro è il mancato gol di Joao Pedro» sorride.

Le pesava non segnare? «Pesare no ma dopo così tante partite iniziavo a pensarci anch’io. Mi sono tolto un pensiero, peccato non sia servito per i 3 punti».

Avrà dovuto offrire una cena alla squadra. «Non è stato ancora possibile perché per la positività di un compagno (il portiere di
riserva Letica, ndr) siamo ancora nella bolla anti-Covid. Pagherò un pranzo la settimana prossima».

Nella storia della Samp mai cinque difensori erano andati in gol in una stagione, neppure nella Sampd’Oro. Dopo Augello, Colley, Yoshida, Tonelli e lei mancano solo Regini e Ferrari e poi è l’en-plein. «Ne ho parlato ieri con Vasco (Regini, ndr) e lui mi ha detto che è a quota 125 partite senza gol ma ha due traverse e un palo e quindi vorrebbe glieli considerassimo come gol (ride, ndr). Aspettiamo che segnino per davvero perché è la cosa più bella del calcio».

Anche per voi difensori?«Noi ci pensiamo di meno ma amici e familiari non pensano che ai gol, quindi finisci per pensarci pure tu»

Si trova meglio nella difesa a 3 o a 4? «Dipende dall’avversario. Contro il Cagliari ho segnato a 3 ma mi trovo bene anche a 4. Conta stare bene fisicamente più che il modulo».

Con Ranieri giocate molto sulle fasce, fate a gara lei e Augello chi fa più cross? «Per me possiamo giocare 5 palloni a 5 ma l’importante è vincere, non il cross».

Meglio spingere o coprire? «Da quando sono in Italia ho dovuto imparare a difendere meglio e devo comunque migliorare davanti, per esempio nel fare assist».

Anche Ranieri era un terzino, sarà più esigente.«Si (ride). Mi parla molto, dopo la partita, è utilissimo».

La Samp è a metà classica, come la vede lei? «Secondo me possiamo fare tanto di più, davanti ci sono spazi. Certo bisogna evitare di perdere punti come contro il Cagliari, erano nostri».

Nelle sessioni di mercato spesso si parla di lei in possibile uscita. Come lo vive? «Ho ancora due anni di contratto con la Samp, sono sempre titolare, ho giocato 120 partite in 5 stagioni, sono stato anche capitano. Perché devo guardare altrove?».

L’amico Linetty sarà pentito di essersene andato… «Karol è un sampdoriano, so che lo è rimasto dentro, ma la vita del calcio è così e bisogna andare avanti. Sono sicuro che farà bene anche li».

È presto per pensarci ma
cosa farà Beres da grande? «Il commentatore tecnico in tv, sto già studiando per questo, anche questa intervista è allenamento (ride)».

È stato convocato dal neo ct polacco Paulo Sosa. «Sì abbiamo parlato un’oretta con una videochiamata, poi anche un’altra con 50 persone e queste sono cose difficili perché non siamo abituati. Sarà più facile in ritiro di persona».

Com’è senza il pubblico? «Un calcio noioso. Ieri sera
ho guardato la Champions e nel secondo tempo ho smesso. A me piacciono i tifosi, la pressione, in campo penso ai tifosi davanti alla tv per concentrarmi altrimenti è dura».

I suoi obiettivi? «Sono arrivato 5 anni fa in Italia per crescere e una classica dice che sono partito titolare l’85% delle partite. Ho avuto tre allenatori diversi convincendoli tutti. Quindi sono contento e voglio confermarmi».

Con Ranieri come va? «L’anno scorso dopo la pandemia abbiamo fatto 15 partite ravvicinate e io ne ho giocate 8 di fila. Vi ho risposto».

Candreva sulla fascia le ha
dato sicurezza? «Antonio ha grande qualità e certo aiuta. Io gli do palla e vado in sovrapposizione, per ora nove volte crossa lui e una sola
me la restituisce. Diciamo che dobbiamo parlare un po’ perché me ne dia almeno due o tre di palloni da mettere in mezzo (ride)».

Una piccola critica: quando la puntano in difesa sembra un po’ troppo “buono”. «Non trovo mi manchi la cattiveria, prendere 15 gialli in un campionato non può essere un obiettivo, per un terzino deve esserlo non perdere i duelli. Nelle ultime partite, Genoa e Cagliari, non ne ho persi né ho fatto falli. Fallo lo fai se sei lento o in ritardo. Io la vedo così».

Al 90′ è tra quelli che corrono ancora. Come fa? «Quando stai bene non senti la fatica. Col Cagliari avrei potuto giocare un’altra mezz’ora e le statistiche dicono che siamo una squadra che corre molto quindi vuol dire che siamo allenati bene. Questo campionato è molto lungo e dopo c’è anche l’Europeo. È ancora lunga, facciamoli dopo i bilanci».

A Bologna segnerà di nuovo lei? «Come dite voi in Italia: ho già dato».

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