Ferrero rompe il silenzio “ora vengo a Genova a dirne quattro a tutti. Ranieri ? devo parlarci.”

Massimo Ferrero torna a parlare e tuona attraverso al SecoloXiX :

«Manco da cinque gare allo stadio (in realtà quattro, Atalanta, Genoa, Cagliari e Bologna) e abbiamo fatto la miseria di due punti, forse vuol dire che la malizia allora ce l’ho io? Ora vengo a Genova a dirne quattro a tutti quanti perché l’obiettivo stagionale era non penare e io invece davanti alla televisione peno quando vedo che non facciamo risultato». Il presidente (che stamattina parteciperà in videoconferenza all’ennesima calda Assemblea di  di Lega sui diritti televisivi) ha preannunciato il suo arrivo a Genova per questa settimana. Sta osservando in casa a Roma il periodo di isolamento fiduciario richiesto dalle autorità sanitarie a chi rientra dal Kenya, dove si è recato due settimane fa. È atterrato in Italia prima della gara con il Cagliari del 7 marzo:

«Oggi (ieri, ndr) ho fatto il tampone e se come spero è negativo salgo a Genova e voglio parlare con tutti e fare il punto. Perché sfido chiunque a dire che in questa stagione ho ridimensionato la squadra, semmai l’ho rinforzata prendendo quei calciatori che ci servivano e quindi adesso voglio raccogliere i frutti. Ranieri? Dobbiamo parlarne, è uno dei motivi per cui vengo».

Al momento non risultano fissati appuntamenti tra il presidente, l’area tecnica e Ranieri per parlare di futuro. L’allenatore peraltro in pubblico non ha mai derogato da quelle tempistiche che ritiene condivise, «siamo d’accordo che una volta a 40 punti, o a 43 come chiede Ferrero, ci vedremo e ne parleremo».

Non è assolutamente da considerarsi fuori dai giochi per il futuro, anche se le sue quotazioni sono in ribasso, almeno pesando le parole di Ferrero e per le tante critiche ambientali. E poi c’è quell’ostacolo economico che pare insormontabile. Se Ranieri infatti confermasse le sue richieste attuali, sui 2 milioni a stagione, trovare l’accordo sarà impossibile.

Prima ancora di arrivare ad affrontare il discorso tecnico.

Certamente la prima parte del girone di ritorno della Samp è stata deludente. Da domenica è anche uscita dalla parte sinistra della classifica. E la situazione va a coinvolgere tutti, allenatore e calciatori. Sui quali Ferrero e l’area tecnica in scadenza (Osti e Pecini) stanno facendo valutazioni in vista della prossima stagione. Nell’ultimo mese e mezzo, dal ko con la Juve a Marassi a quello di Bologna, giornata dopo giornata sono saltati gli obiettivi a breve che Ranieri aveva posto a se stesso e alla squadra. E si è complicato quello a lungo termine. Il primo era relativo al miniciclo da 5 partite tra la trasferta di Benevento e il derby, «che ci diranno con più chiarezza cosa siamo». Benevento, Fiorentina, Lazio, Atalanta e Genoa hanno portato 5 punti, la Samp in questo segmento è sedicesima. Alle spalle solo Fiorentina, Benevento, Parma e Crotone. Indicazione preoccupante sul valore della squadra.

Il secondo micro-obiettivo è recente, Ranieri proprio prima del Bologna aveva detto che, «vincendo le prossime due, avremmo gli stessi punti dell’andata (11)». In realtà uno in più. Ma la sconfitta del Dall’Ara lo ha cancellato, anche battendo il Torino domenica la Samp del ritorno avrebbe raccolto in 10 giornate meno punti (9) degli 11 dell’andata.Il terzo è l’obiettivo di motivazione che correttamente Ranieri sta sbandierando, più per i suoi calciatori che per un ambiente comunque delusissimo per gli ultimi risultati.

«Se all’andata abbiamo totalizzato 26 punti, perché non dobbiamo farne 26 anche nel ritorno. Uno più, uno meno». A undici giornate dalla fine del campionato i blucerchiati nel ritorno hanno messo insieme 6 punti, terz’ultimi con Parma e Torino che ha due partite da recuperare. Significa che, nelle prossime 11, l’obiettivo è farne almeno 20 su 33 disponibili.