Sampdoria, caso Askildsen: fino ad ora solo 4 presenze, non convince Ranieri sotto il profilo tecnico.

La stagione blucerchiata, la seconda, di Kristoffer Askildsen è ormai diventata un caso per il numero di presenze veramente scarno. In effetti non era, non è questo il percorso preventivato per il ventenne norvegese dall’area tecnica della Sampdoria, che crede profondamente nelle sue qualità. Proprio la seconda stagione, cioè questa, avrebbe dovuto essere semmai quella dell’affermazione, dopo la prima, quella dell’inserimento e dell’apprendistato, cominciata a gennaio e chiusa con 5 presenze (e un bellissimo gol al Milan, primo millennials in rete nella storia della Samp) ma in un contesto ambientale fortemente impattato dall’esigenza di fare punti per tirarsi fuori dalla zona salvezza.

Ranieri nell’intervista al Secolo XIX pubblicata ieri ha rimarcato la sua natura di allenatore che ama lanciare i giovani. Ha citato, ad esempio, Zola ai tempi di Maradona e, nelle pieghe di questa filosofia, le sue scelte su Askildsen (non convocato dalla Nazionale a questo giro) suonano come una solenne bocciatura. Giudizio che non cambierebbe quella eventuale manciata di presenze nel finale di stagione. Anzi, sarebbero un ulteriore messaggio negativo.

Askildsen, come riporta sempre il Secolo XIX, negli ultimi mesi si è sottoposto a un grande lavoro che ne ha aumentato la massa muscolare. È sotto il profilo tecnico che non fornisce garanzie a Ranieri, come spiegano bene la richiesta di comprare Silva e le sue sole 4 presenze. Non lo soddisfano le sue attitudini in fase di copertura e lo considera più un elemento offensivo. Nello Stabaek, al contrario, lo trattavano da difensore “prestato” al centrocampo e con quelle caratteristiche lo ha preso la Samp. La sua prestazione nel finale con la Fiorentina al Ferraris, da esterno sinistro di un 4-4-1-1, è stata valutata positivamente. In Coppa Italia con la Salernitana finora unica presenza da 90′. La sua prova è stata inferiore alle attese (soprattutto i primi 15′) e gli ha creato anche un contraccolpo psicologico. Per un po’ non si è allenato sempre al massimo. Da qualche tempo ha recuperato spirito e condizione e proverà a convincere Ranieri a dargli qualche chance. Anche per capirne un po’ di più sul futuro, all’estero è molto quotato e in Norvegia lo consideravano più forte del milanista Hauge.

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