Cessione Sampdoria, Vidal: “la vendita non è obbligatoria ma una strada possibile. Potrebbe entrare un nuovo socio”

Dopo tanti mesi di silenzio dalla Società, Il consigliere ed advisor per i concordati della Famiglia Ferrero ha rilasciato un’intervista al Secolo XIX: ” In caso di ammissione del piano concordatario, lo stesso ne ha previsto la vendita attraverso la cessione delle quote della sua controllante SportSpettacolo in 30 mesi. Ciò non impedirà però alla capogruppo Holding Max, ove trovasse altre forme di finanziamento per la “finanza esterna” (33 milioni) dei concordati, di versare tale somma senza vendere il 100% delle quote, ma ad esempio solo una parte. Però non è tema attuale».

Le alternative? «Ad esempio la cessione di una parte limitata di quote a un terzo che voglia diventare socio di minoranza ovvero di capitali, o un finanziamento da parte del sistema bancario o finanziario in generale, utilizzando un asset come SportSpettacolo a garanzia. I nuovi equilibri del mondo del calcio, tra diritti televisivi e interesse dei fondi, stanno rendendo questo mercato appetibile. L’aspetto fondamentale sarà il rispetto della promessa/garanzia di fornire quella finanza esterna, il che è garantito proprio dal meccanismo creato ad hoc. Il modo per farlo non è obbligatoriamente vendere la Samp, ma certo la vendita è una strada possibile».

Trattative in corso? «Al momento nessuna. Non c’è nessun miliardario di turno alla porta. Stiamo lavorando per la prossima stagione, con una gestione più organizzata rispetto al passato, anche sotto il modello procedurale. Utilizzando la consulenza di società leaders internazionali».

Le linee di credito SACE che avete richiesto influiscono sul prezzo di vendita?«Il prezzo si fonda sul valore di mercato della società, da cui vanno detratti i debiti. Se salgono i debiti, il prezzo scende. Ma chi pensa che aumentando il debito diventi più difficile cedere, sbaglia. Con debito basso aumenta la somma netta che l’acquirente deve pagare, e anche il margine di rischio dell’investitore. Chi è interessato a una società è tendenzialmente interessato a pagarla il meno possibile, anche a volte accettando più debiti. E l’indebitamento Covid, che sta diventando strutturale, ora è a 6 anni, ma il Governo potrebbe allungarlo a 10».

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