Panchina Samp, sempre più D’Aversa. Oggi primo incontro, ecco i moduli che predilige

Per Roberto D’Aversa, 45 anni, tecnico abruzzese (di Pescara) ma nato in Germania (un po’ come Marco Giampaolo, pure lui abruzzese ma nato in Svizzera; e anche Di Francesco era abruzzese…), sono ore caldissime sul fronte Sampdoria.

A Genova ha vissuto una brevissima parentesi come calciatore, nella stagione 2001 in Serie B (17 presenze e 2 gol), ma è ora come possibile tecnico che il feeling potrebbe sbocciare. Nelle prossime ore, tra oggi e domani, a Milano incontrerà il ds Osti che su mandato di Ferrero lo ha contattato. Per questo appuntamento l’ex Parma è rientrato appositamente dalle ferie: era a Ibiza con la famiglia.

Non è l’unico candidato ma col passare delle ore l’impressione è che, sfumato Dionisi, sia lui il numero uno davanti ai vari Giampaolo, Iachini, Pirlo, Vieira e gli altri. E naturalmente per il lavoro di questi ultimi cinque anni a Parma.

A spingere Ferrero su questa scelta, soprattutto per il lavoro fatto negli ultimi 5anni, ovviamente non per la retrocessione .

A Da allenatore ha certamente raccolto più gloria che da centrocampista. Nelle quattro stagioni di Parma il suo marchio di fabbrica è stato il 4-3-3 con un gioco che inizialmente era stato bollato “all’italiana”, difesa e contropiedi fulminanti (grazie alla velocità soprattutto di Gervinho, intuizione del ds Faggiano) ma che col passare del tempo è stato rivalutato e ridefinito. Il suo Parma aveva in fondo caratteristiche molto simili all’ultima Samp di Ranieri. Ovvero aspettava basso nella propria trequarti gli avversari puntando tutto sulle ripartenze lunghe e sul pressing. Il modulo di partenza era il 4-3-3 ma mutante spesso in 4-4-2 in fase difensiva.

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