Murillo: “Sono tornato pensando che non me ne andrò. Il gioco di D’Aversa potrebbe esaltarmi”.

Per Jeison Murillo la sensazione più diffusa è che sia destinato a lasciare nuovamente la Samp, ma nel frattempo è pienamente nei pensieri di D’Aversa. E lo stesso Murillo non esclude un possibile futuro blucerchiato.

«Nel calcio non si sa mai quello che succederà, spesso quello che sembra meno prevedibile» – afferma il difensore sulle pagine de Il Secolo XIX – «Mi aspetto innanzitutto di migliorare la forma fisica e di arrivare presto a una condizione di forma ottimale. Mi ero fatto male a fine aprile con il Celta (lesione muscolare, ndr) e sono stato costretto a saltare la Coppa America».

E dal mercato? Viene accostato in particolare a Valencia e Celta Vigo. «Sono un professionista, ho ancora due anni di contratto con la Samp. Mi alleno al massimo, il mio dovere è quello di lavorare con serietà, di farlo anche per me stesso, e di farmi trovare pronto. E poi dopo si vedrà cosa succederà».

I suoi ex compagni del Celta le mandano messaggi sui social per farla tornare… «A Vigo mi sono trovato bene. Come mi trovo bene qui. Se tutti mi vogliono è positivo. Significa che non resterò senza squadra… (sorriso)».

Che impressioni ha avuto dalle prime due amichevoli? «Siamo solamente all’inizio della preparazione e questi test servono per prendere confidenza. Io mi sono trovato a mio agio. In questa Sampdoria ho ritrovato diversi calciatori con i quali avevo fatto il ritiro a Ponte di Legno due estati fa. Invecchiati? No, semmai più esperti. Questo gruppo è ricco di valori e ha tante qualità».

E la prima impressione di D’Aversa? «È un allenatore che sta molto vicino ai suoi calciatori. È ancora giovane, certamente vive questa avventura professionale con l’entusiasmo, la voglia e l’adrenalina di un tecnico giovane che ha la possibilità di allenare una squadra blasonata come la Sampdoria. L’impatto con noi è stato positivo».

Sotto il profilo della fase difensiva che tecnico è? «Siamo ancora all’inizio della preparazione, quindi è presto per avere un’idea compiuta. È sicuramente un tecnico al quale piace anche prendersi qualche rischio, accettando magari situazioni da uno contro uno. Un aspetto del gioco che direi esalta le mie caratteristiche…».

Se D’Aversa le offrisse un posto da titolare? «Ogni calciatore del mondo si allena per essere importante nella sua squadra. Per me come per tutti avere la confidenza dell’allenatore e della società è chiaramente una priorità. Sono tornato alla Samp pensando non di essere ancora di passaggio, ma che non me ne andrò. Poi però ci sono anche altri fattori… vedremo quel che succederà. Ripeto, resto o non resto devo lavorare per me, devo tenere la testa qui».

Piano piano il calcio dovrebbe tornare alla normalità. Come la sta vivendo? «Non vedo l’ora di ritrovare gli stadi con i tifosi sugli spalti. Che poi è la condizione naturale del gioco del calcio. Lo stadio pieno ci fa sentire pienamente calciatori. Piano piano mi sembra che ne stiamo uscendo. Certi giorni sono ancora pesanti, tra i tamponi ai quali veniamo sottoposti e la “bolla” che dobbiamo osservare. I vaccini sono stati un passo avanti fondamentale. Io l’ho fatto appena possibile, non solo per il mio lavoro ma anche per tutelare la mia famiglia».

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