Augello: “La Samp è pronta a dare fastidio alle grandi. Il pubblico potrà darci una spinta in più”.

Che effetto le fa sfidare subito il suo Milan? «Bellissimo, partiamo subito forte contro una grande squadra che spero faccia un grandissimo campionato ma dopo lunedì, che la prima giornata facciamo meglio noi della Samp (ride). Oltretutto in casa abbiamo sempre fatto bene».

E ora torna una parte di pubblico. «Esatto e potrà darci una spinta in più, è un altro fattore che può darci una mano anche per vincere l’emozione».

«Ormai non mi sento quasi più milanese, tra gli anni di Spezia e ora a Genova mi sento un ligure adottivo. Oltretutto sono cresciuto passando le estati a Riva Trigoso con la mia famiglia, quindi non mi sento il milanese diciamo della domenica. Calcisticamente speriamo di dire noi “Ciao Milano” lunedì sera».

Come è cambiato il suo ruolo da Ranieri a D’Aversa? «In questo momento stiamo provando qualcosa di diverso e il mio ruolo un po’ cambia perché in fase di costruzione quando abbiamo la palla devo giocare più alto. A me piace perché posso salire e andare di più sul fondo».

Quello con l’Alessandria che test è stato per lei? «Ci vogliono un po’ di partite per carburare, non mi sento ancora al meglio, è sempre stato così dopo le preparazioni estive. Ho bisogno di qualche settimana, spero col Milan di accelerare il processo e fare bene perché è importante iniziare col piede giusto».

L’obiettivo personale di quest’anno? «Giocare più possibile e fare bene ma più che ai gol penso agli assist, mi piacerebbe fare più assist dell’anno scorso. Poi se riuscissi anche a fare uno o due gol ancora meglio, ma l’importante è far segnare i compagni perché dalla fascia devi mettere in mezzo palloni utili più che conclusioni».

Mister D’Aversa, sue prime impressioni? «Non avevo mai parlato con lui prima di luglio, l’impressione è positiva sia per il mister che per lo staff che è giovane. Danno serenità, sono molto concentrati sul lavoro, il mister è uno a cui piace dialogare, il confronto. Per ora l’impatto è stato molto positivo».

Che effetto fa nello spogliatoio ritrovare gli stessi identici volti dei compagni? Neppure un volto nuovo… «Io penso che meno la squadra cambia meglio è, può essere un vantaggio. Non solo per noi della Sampdoria però perché mi pare che valga un po’ per tutte le società: le novità non sono molte, il mercato è abbastanza fermo quest’anno. Credo che lavorare sempre assieme da una stagione all’altra possa dare sicurezza e risultare un vantaggio. Teniamo conto che noi però abbiamo cambiato l’allenatore, in questo senso dobbiamo un po’ adattarci».

Quagliarella a 38 anni continua a fare la differenza. Il segreto, secondo lei? «È sempre la testa il fattore principale. Lui è uno che ha sempre voglia di andare in campo e fare la differenza, ha colpi incredibili ma quello che impressiona è quanta dedizione mette negli allenamenti. Penso non ne abbia mai saltato uno, è questa la vera differenza tra chi ha solo grande classe e chi ha anche una super testa».

D’Aversa vorrebbe fare meglio dei 52 punti dell’anno scorso. Ci riuscirete? «E’ tutto possibile, se ti metti in testa un obiettivo è uno stimolo e lotti ogni settimana per raggiungerlo. Sicuramente non sarà facile ma credo che migliorarci sempre sia l’obiettivo di tutti. L’anno scorso siamo arrivati noni dietro le big, non è scontato fare meglio ma ci proveremo».

Inizia il campionato, chi è favorito per il titolo? «Io penso sicuramente la Juventus, non mi auguro che vinca visto che tra le big sceglierei il Milan ma penso che i bianconeri, ora che l’Inter ha cambiato molto, siano di nuovo i più forti».

E la Samp? «Noi giochiamo per dare fastidio alle grandi».

Intervista de Il Secolo XIX

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