Brady: “Orgoglioso di avere fatto parte dell’era Mantovani. Non è questo il Ferraris che ricordo, spero torni a riempirsi”.

Liam Brady al Ferraris crea sempre emozioni. Anche in quei tifosi blucerchiati che per questioni anagrafiche non hanno avuto la possibilità di vederlo giocare dal vivo. Brady, 65 anni, è venuto a Genova per girare una parte di un documentario prodotto dalla televisione irlandese sul calcio degli anni Ottanta. La società blucerchiata lo ha così invitato allo stadio per Sampdoria-Udinese. Il suo giro di campo è stato un applauso continuo.

«Era un altro calcio…in tutti i sensi. E più passano gli anni e più crescono i meriti di Paolo Mantovani. Quello che ha fatto nella Sampdoria è qualcosa di pazzesco. Sono orgoglioso di avere fatto parte di quella epopea», le sue parole al Secolo XIX, «spero che gli stadi si riempiano presto, non è questo il Ferraris che ricordo io».

«Sono tornato a Genova dopo tre anni. L’ultima volta avevo visto una partita della Samp con Torreira. Era più forte di questa di adesso. Sarei dovuto tornare nel 2020, ma il Covid mi ha bloccato. E arrivata questa occasione e non me la sono persa».

Il documentario ripercorre anche il quotidiano genovese di Brady, «sabato sono stato a Nervi, è sempre bella. Abitavo là, vicino a Francis. Anche se il primo mese, in attesa di trovare casa, lo avevamo passato all’Hotel Astor. Ci sono andato, è chiuso, ho saputo che lo hanno venduto e lo stanno ristrutturando. Quanti ricordi, ritiri.. partite a carte. E ovviamente sono passato anche dal Mugnaini».

Con l’Udinese, ma al Friuli, Brady segnò uno dei suoi gol blucerchiati più belli, «contropiede, Casagrande, sovrapposizione di Mancini palla sul secondo palo, io arrivo in corsa e di sinistro segno…a volte mi tornano in mente mie partite con la Samp, mi piacerebbe rivederle. Ma su Google ci sono?».

Nel frattempo Mancini ha vinto un Europeo da ct dell’Italia: «No, non lo avrei mai detto…Però io l’ho conosciuto che era davvero un ragazzino…ma si vedeva il grande talento».

Di quella Samp sente ogni tanto «Trevor», Ora nel Club non resta nessuno, prima della partita domenica si è abbracciato con Tito Gherardi, figlio dell’indimenticabile Ernesto, uomo chiave della Samp di Mantovani: «Ogni tanto vengo in Liguria, ad Alassio. Ho conservato delle amicizie extra calcio».

La Samp non riesce a imporsi sull’Udinese, «in difesa c’è qualcosa che non va…e anche a centrocampo manca un po’ di filtro». Ci vorrebbe un Brady in questa Samp. Liam sorride, «alla prossima».

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