Ferrero: “Avanti con D’Aversa. L’avvocato di Osti parla troppo. I tifosi si lamentino con Palazzo Chigi”

 

«Di D’Aversa non sono soddisfatto, di più: ci siamo visti a pranzo solo per provare ad alzare l’asticella. Il rapporto con Osti? Le famiglie si separano, non significa sempre farsi la guerra. L’avvio di stagione della Samp? Ottimo, solo per gli episodi non abbiamo qualche punto in più ma il gioco si vede e i punti verranno. Soprattutto quando in casa, spero presto, rientreranno i nostri tifosi, il 12° uomo che ci sta mancando molto». Massimo Ferrero ieri da Roma ha detto la sua sul pranzo di giovedì a Milano con D’Aversa e sui primi rumors di presunti musi lunghi per i soli 6 punti in 7 turni di campionato.

«Io ormai il giochino lo conosco e non mi arrabbio ma credetemi, il rendez-vous di giovedì a Milano con D’Aversa non è stato un confronto per avere risposte su questo avvio di campionato, solo un pranzo amichevole in una settimana senza partite, quindi più tranquillità, per fare il punto su tante cose e pianificare il futuro – dice il Viperetta – voglio ricordare che questo allenatore l’ho scelto io e sono soddisfattissimo di questa scelta. Certo, da presidente a tecnico parliamo anche delle partite e dei risultati ma sulle scelte tecniche ho imparato a non entrare e ciò che decide lui per me è vangelo. Detto questo, anch’io ovviamente vorrei avere più dei punti che abbiamo, ma il calcio è episodico e per adesso gli episodi ci hanno girato contro, appena gireranno a favore la situazione cambierà. E che girino presto a nostro favore non ho dubbi perché il gioco c’è e si vede già, bisogna solo avere un po’ di pazienza».

Parole di pace, c’è da capire quanto strategiche per non alimentare la tensione, ora che i tifosi stanno rumoreggiando soprattutto per i troppi gol al passivo (10 nelle ultime 3 gare) e per il modulo 4-4-2 sbilanciato in attacco e quasi sempre con gli stessi uomini in campo. «Le scelte di chi gioca e come gioca sono di D’Aversa e io lo pago perché le faccia – replica Ferrero – ci mancherebbe che dopo appena sette turni, alcuni oggettivamente molto ben giocati come contro l’Inter, io lo convocassi per criticarlo. Lui e i miei giocatori stanno facendo benissimo e se qualcuno non è ancora al meglio lo sarà presto, non tutti hanno gli stessi tempi. Semmai vi dico che con il tecnico stiamo pensando a come provare ad alzare l’asticella a gennaio, altro che crisi…».

Poi Ferrero fa il solito invito ai tifosi, mentre continua a combattere in Lega Calcio affinché possano entrare al 100% della capienza. «Lo so che detto da me non farà loro cambiare idea ma continuo a dire che senza i nostri tifosi la squadra ne risente – chiosa il Viperetta – per questo mi auguro che tornino presto a sostenerci dal vivo. Io sono stato tra i primi a caldeggiare la riapertura al 100% dopo il Green pass, per questo insisto perché tornino e se vogliono lamentarsi lo facciano con chi decide a Palazzo Chigi, non col sottoscritto che la pensa come loro e lotta perché possano tornare tutti a tifare».

Infine su Carlo Osti, il ds che dopo nove anni è stato messo alla porta da Ferrero con un licenziamento che ora sarà valutato da un giudice del lavoro. «Sul caso Osti vedo che parla molto l’avvocato Grassani e ne prendo atto nonostante siano questioni aziendali che dovrebbero essere affrontate non sui giornali ma in tribunale. Io semplicemente dico che nelle famiglie può capitare di separarsi e non necessariamente farsi la guerra. Con Osti c’è stima, c’è sempre stata, ma dal punto di vista aziendale ci sono divergenze che ci hanno portato su strade diverse. Succede in tante famiglie purtroppo».

Lo riferisce il Secolo XIX

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