Faggiano difende D’Aversa: “nel mondo del calcio pagano sempre gli allenatori. Questo clima non è il massimo per lui”

Di seguito le parole rilasciate al SECOLO XIX dal direttore Faggiano:

“Più che un ritiro è un ritrovarci. Soprattutto non va interpretato con una finalità “punitiva”. E’ normale che spostarsi da Genova, da casa, non possa fare piacere. Però secondo noi, e uso il plurale volutamente, è questo il momento di essere compatti, di guardarci in faccia più a lungo di quanto avremmo potuto fare con il tradizionale programma settimanale. Quando ti vedi all’allenamento e poi ti saluti e ti rivedi il giorno dopo»

Quanto è stata scelta condivisa, quella di andare in ritiro e anche fuori Genova?«È stata una scelta ponderata, dopo il 3-0 di Torino e appunto per cercare di ritrovarci. Mi dispiace che sia passato il messaggio che la squadra, o qualcuno, non volesse partire. C’è stato semmai un confronto solamente sul quando partire. Sappiamo benissimo valutare da soli quando stiamo andando bene o male. E anche in questo caso uso il plurale. Siamo a Coccaglio per ritrovare quell’entusiasmo e quella voglia delle prime partite»

È questo il momento che escano fuori i leader?«Questa rosa è composta da veterani e giovani. E direi che a parte Caputo e Dragusin, il resto è formato da calciatori che c’erano già nella scorsa stagione. Non ritengo che all’interno della rosa ci siano “problemi” di personalità. Dobbiamo piuttosto recuperare velocemente qualche parametro, anche mentale. Stare più attenti, più svegli. Non è possibile ad esempio incassare un gol in contropiede come quello di Singo. E se c’è da prendere un giallo, va preso piuttosto per fermare quell’azione lì, non per proteste. Non va bene subire tanti gol in avvio di gara. Non va bene continuare a andare così frequentemente in svantaggio».

. Umore dello spogliatoio?«Non è certo un bel momento, ma non va esasperato. Come stanno facendo un po’ tutti attorno a noi. L’esasperazione della smania del risultato induce allo sbaglio. È necessario ritrovare anche l’equilibrio. Anche se devo dire che i tifosi ci sono molto vicini, ce lo hanno dimostrato anche prima dello Spezia, venendo a sostenerci fuori dall’hotel. Confidiamo che prestissimo si riaprano gli stadi al 100%, perché il nostro tifo fa la differenza”

.D’Aversa?«Nel mondo del calcio da sempre in certe situazioni il primo a pagare è l’allenatore. Però anche nei confronti di D’Aversa ho notato dell’esasperazione. Prima era bravo… adesso è scarso… con il Napoli abbiamo perso 4-0 ma nel primo tempo il migliore in campo è stato Ospina. Secondo me la Samp ha sbagliato in due trasferte, Cagliari dove peraltro avremmo anche potuto pareggiare, e il secondo tempo con il Torino. Perché nel primo ci sono stati segnali positivi. Vorrei aggiungere che la squadra costruita in estate contava tanto su Damsgaard che sta mancando da quasi un mese. E la sua alternativa, Ihattaren, non c’è più. L’assenza di Mikkel è stata impattante, perché ha comportato dei riadattamenti tattici. In più si sono fatti male anche Gabbiadini e Verre».

Com’è la situazione?«Questo clima non è certo il massimo per lui, come allenatore e come uomo. La società gli ha confermato la fiducia subito dopo il Torino. In questi giorni siamo tutti sotto osservazione, da che mondo e mondo funziona così»

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