Panchina Samp: fiducia a D’Aversa fino alla gara contro Salernitana. Faggiano ha chiamato il suo prescelto ieri sera

E nel mezzo di tutte queste riflessioni societarie c’è poi Roberto D’Aversa. Il tecnico blucerchiato ha trascorso a Genova il post-Bologna. La sua famiglia si era trasferita da subito in Liguria, i suoi bimbi vanno a scuola qui e la vita va avanti. Professionalmente la sconfitta di domenica lo ha “esposto” ancora di più facendolo inevitabilmente scivolare nel tritacarne, mediatico e di tanti tifosi. Nella giornata di ieri, in attesa di notizie da Roma, la sua situazione ha assunto anche contorni un po’ paradossali. Con una ripresa degli allenamenti programmata per domani pomeriggio a Bogliasco e un clima di attesa sul suo futuro, chiarito solamente in tarda serata dalla dichiarazione del ds Faggiano.Un attestato di fiducia che ci voleva. Le ultime settimane hanno trasmesso infatti la sensazione che il tecnico si fosse sentito sotto pressione sia esternamente che internamente.

La certezza: è stata proprio la società per prima a creare il “caso”, con quella improvvisa convocazione a Milano del tecnico il giovedì mattina dopo il pareggio casalingo con l’Udinese che aveva deluso Ferrero. Per andare a Milano, D’Aversa era stato costretto ad abbandonare a metà la sessione di allenamento in corso a Bogliasco. Proprio da lì, probabilmente, si sono insinuati i primi dubbi nelle certezze del tecnico. Dubbi che la squadra ha finito, più o meno consapevolmente, con l’assorbire. E che hanno svolto un ruolo non secondario nel calo delle prestazioni. Se la sconfitta con il Napoli ha certamente tracciato una prima linea di confine, proprio dopo l’Udinese e quella convocazione a Milano sono arrivate le prove meno convincenti di questa Sampdoria e cioè il secondo tempo di Cagliari, il catastrofico secondo tempo di Torino e lo sprofondo mentale del secondo tempo di domenica con il Bologna.D’Aversa fin dai primi giorni del ritiro ha lavorato su una idea propositiva di 4-4-2, diverso rispetto a quello pragmatico e sintetico di Ranieri. E la conversione richiede fisiologicamente tempo. Forse è stato anche un po’ troppo “aziendalista” nel periodo del mercato. E poi non è stato “baciato” dalla fortuna. Vedi tutte le indisponibilità che hanno evidenziato le ristrettezze della rosa, amplificate anche dai cinque cambi. In casa del Sassuolo è andato con un solo attaccante, con l’Atalanta cinque i titolari in meno, domenica scorsa gli sono mancati Damsgaard, Verre, Silva e Quagliarella. Il caso Ihattaren. Il tutto ulteriormente appesantito da quella mancanza di fiducia che improvvisamente gli è piombata addosso. Sente di potere recuperare la situazione e risalire la classifica. La società ieri gli ha concesso un’altra occasione, la trasferta di Salerno

Lo riferisce il secolo XIX