Ramirez conferma: “Ho sentito Ferrero, pronto a tornare anche oggi stesso. Il contratto non è un problema”.

Non solo voci, la pista Gaston Ramirez è concreta. Il trequartista uruguaiano ha confermato la sua ampia disponibilità, incluso il profilo economico, a ritornare alla Sampdoria. Anche da oggi stesso.

Ramirez conferma le voci girate nei giorni scorsi attraverso un’intervista sul Secolo XIX, a questo punto tutto dipende dal presidente Ferrero, esclusivamente sua la responsabilità della decisione, del “se” e del “quando”.

Ramirez, come inquadra questo periodo della sua vita? «Molto diverso da quello al quale ero abituato. Ma siccome sono un positivo, ha i suoi lati positivi. Ad esempio ho la fortuna di potere trascorrere molto più tempo con i miei bambini. Con la mia famiglia ci siamo fermati a vivere in Liguria, a Pieve Ligure, e stiamo davvero bene. E poi mi alleno per farmi trovare pronto per quello che arriverà in futuro. Spero il prima possibile».

Come si sta allenando? «Da solo, in un campetto vicino a casa. Seguendo le schede che mi invia dall’Uruguay un preparatore atletico, Marcelo Giarrusso. Mentalmente non è facile allenarsi da soli. Sedute di due o tre ore, tanti chilometri da percorrere, anche ad alta intensità. E pochissimo pallone, quasi niente. Non è certo come lavorare in una squadra, nel contesto di un gruppo, torelli e partitelle. Con in testa la partita successiva. Per me ora la partita successiva non c’è. Ma sono consapevole di non poter mollare, non posso permettermelo. Devo dare il massimo per stare fisicamente al meglio ed essere felice».

«Sono un profondo amante del futbol. Sto guardando tantissime partite in televisione. Mi tengo aggiornato. Non ho avuto “crisi” interiori, anche se essere a casa non può certo essere piacevole. Penso che i 30 anni (ne farà 31 il 2 dicembre) siano l’età più bella per un calciatore, hai l’esperienza giusta e sei ancora a posto fisicamente. Però le dinamiche del mondo del calcio le conosciamo, mi sono ritrovato in questa situazione. L’estate scorsa ho ricevuto qualche offerta, ma la mia priorità, condivisa dalla mia famiglia, era ed è restare in Italia».

Da quando troverà una squadra, di quanto tempo pensa di avere bisogno per riportarsi al livello dei compagni? «Lo vedrò appena mi rimetterò le scarpette da calcio. Ripeto, mi sento bene. Il lavoro che sto portando avanti è costruttivo. La mia sensazione è che non ci vorranno più di due settimane. Nei giorni scorsi avevo anche avuto un contatto con l’Entella, per vedere se potevo allenarmi con loro. Poi adesso qualcosa si potrebbe muovere per me… e quindi preferisco aspettare».

Ferrero l’ha chiamata la settimana scorsa. A che punto siamo? «Spero buono. Sto aspettando la telefonata finale. Se il presidente ritiene che io possa ancora dare qualcosa alla Sampdoria, sono qui».

Avete affrontato la questione economica e la durata del contratto? «Non penso ci siano problemi. A me basta giocare e guadagnarmi qualcosa sul campo. Giocando. Non ho chiesto nessuna garanzia, la garanzia sono io. Se mi proporrà un contratto fino a giugno? Va bene, sarà fino a giugno. Non c’è bisogno di parlare tanto».

Come valuta il momento della Samp? «In passato ne abbiamo vissuti anche di peggiori. Quando è arrivato Ranieri, ad esempio, eravamo messi molto male, in classifica e a livello di fiducia, ma ne siamo usciti. E le qualità per uscirne ci sono anche adesso. Bisogna ritrovare la tranquillità per lavorare serenamente. C’è un grande portiere, difensori che difendono bene, centrocampisti forti e attaccanti abituati a segnare».

D’Aversa lo ha sentito? «Sì, per un saluto. Ma niente di ufficiale».

I suoi ex compagni? In tanti le manifestano il loro affetto sui social. «Non ho mai smesso di sentirli. Mi sento benvoluto… si dice così? Da loro, dai tifosi della Samp, da chi lavora in società, dall’ambiente. Ho trascorso quattro anni bellissimi con la maglia blucerchiata».

Quanto crede al suo ritorno? «Io sono fiducioso, sempre. Da quando gioco a calcio ho sempre creduto in quello che stavo facendo. E ho dato il massimo. Sarei felicissimo di tornare. Poi c’è una parte delle vicende della vita che si può governare meno. Se devo tornare alla Sampdoria, tornerò. Altrimenti, non tornerò».

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