La Repubblica – Ferrero indagato per “Bancarotta fraudolenta”.

Massimo Ferrero rischia ancora una volta di finire a processo. Assolto dalle accuse di dichiarazione fraudolenta, riciclaggio e truffa, “er Viperetta” si ritrova adesso indagato per bancarotta fraudolenta.

L’indagine è terminata. E presto la procura potrebbe formulare la richiesta di rinvio a giudizio.
La cessione del centrocampista Pedro Obiang avrebbe dovuto portare una boccata d’aria alle casse della Sampdoria. Ma in realtà parte dei
6,5 milioni di euro incassati dal West Ham nell’estate 2015 hanno generato l’attenzione degli inquirenti. Sospetti su reati che secondo il giudice
“non sussistono”. Con una parte di quei soldi, 1 milione e 159 mila euro, la Sampdoria ha ingaggiato un’azienda cinematografica, la Vici Srl
amministrata dalla figlia di Massimo Ferrero, Vanessa.

Insolito, almeno secondo la procura, è stato anche il versamento dalle casse della Vici di 805 mila euro destinati alla Livingston Spa, amministrata da Ferrero. Gli inquirenti si erano focalizzati anche su altri 102 mila euro erano destinati alla Circuito Gestioni Cinematografiche e Sviluppo (Cgcs), e su 110 mila euro finiti
alla Film 9 Srl e V Production Srl, entrambe della galassia Ferrero. Ipotizzavano che fosse stata orchestrato un sistema per evadere gli impegni
con il fisco, ma il giudice non gli aveva dato ragione. La procura – secondo il giudice – avrebbe dovuto approfondire la faccenda, secondo il gup
Alessandro Arturi, per «verificare l’esistenza di eventuali vantaggi». E anche il ricorso in appello, tralasciando un capo di imputazione, è stato respinto.

Adesso però i pm hanno ascoltato il consiglio del giudice. E indagando hanno spulciato gli atti relativi ai concordati delle aziende di Ferrero,
contestando un altro reato: la bancarotta fraudolenta, un’accusa nata in seguito all’analisi dei vari passaggi degli accordi di fallimento relativi
ad alcune aziende del presidente della Sampdoria. Lo stesso reato è stato contestato anche alla figlia Vanessa, al nipote Giorgio Ferrero e
all’amministratore Andrea Diamanti: «In concorso tra loro distraevano 1 milione e 350 mila euro dalla società Eleven Finance srl, nella quale sono state fuse per incorporazione (…) la Vici srl, la Cgcs, la Mediaport Cinema Srl», si legge negli atti.

Il 2 ottobre 2014 infatti sarebbero arrivate somme consistenti nelle tasche di Massimo Ferrero. Si tratterebbe, ritengono gli inquirenti, di
denaro che sarebbe stato mascherato dietro “conciliazioni lavorative ideologicamente false”, che in realtà sarebbero “prive di fondamento”.
In questo modo sarebbero state svuotate le casse della società.

La Repubblica Roma

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: