Rinnovo Bereszynski si complica: Osti aveva trovato la quadra, da Faggiano offerta al ribasso.

Il rinnovo di Beres adesso è complicato. C’era l’intesa con Osti poi proposta rivista. Il contratto del polacco scade nel 2023.

Bartosz Bereszynski dall’alto delle sue 149 presenze con la maglia blucerchiata (solo Quagliarella ne ha di più in questa rosa) è uno dei veterani della Sampdoria. Il polacco, 29 anni, in questo periodo sta trattando il prolungamento del suo contratto, in scadenza nel 2023. E si è ritrovato coinvolto, senza volerlo, nella decisione di Massimo Ferrero di sospendere Carlo Osti e di affidare l’area tecnica esclusivamente a Daniele Faggiano. Infatti, come riporta Il Secolo XIX, proprio alla vigilia della sua sospensione, Osti aveva trovato la quadra dell’accordo con l’agente di Bereszynski, sulla base ovviamente del budget affidatogli dal presidente: estensione fino al giugno del 2026, con un contratto a salire che avrebbe previsto alcuni bonus legati alle presenze. Il polacco era pronto a firmare, con appuntamento già fissato. E invece, proprio quel giorno, ecco il ribaltone voluto da Ferrero.

La “pratica” è stata passata a Faggiano, che ha reimpostato la trattativa dalla base. Proponendo a Bereszynski (che era costato 1,8 milioni) un prolungamento di contratto con la stessa durata temporale, ma su base fissa (quindi senza bonus) e con una riduzione di circa il 15% rispetto a quanto pattuito precedentemente.

La situazione sta vivendo adesso una fase di stallo. La società ha il “sospetto” che Bereszynski stia prendendo tempo, in attesa del mercato di gennaio. E di eventuali proposte che potrebbero arrivare, Roma e Milan lo hanno messo nel mirino. Il polacco invece ha detto che considera la Sampdoria la sua priorità assoluta, è pronto a mettere la firma sul contratto anche oggi, ma è rimasto colpito da quanto è successo. Si aspetta da parte della società una manifestazione di fiducia, che non può certo corrispondere a una offerta al ribasso di un accordo precedentemente raggiunto.

Il suo futuro doriano (come quello di Ramirez sul quale, insieme alle vittorie con Salernitana e Verona è calato il silenzio) dipende dalla volontà di Ferrero e questo dicembre potrebbe anche rivelarsi decisivo per indirizzarlo.

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