Arresto Ferrero: ecco il nome del commercialista. Quattro società coinvolte e le accuse documentate

E’ intorno a uno studio professionale di Acquappesa (Cosenza) che ruota l’intricata vicenda giudiziaria culminata nell’arresto del presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero. E’ lo studio del commercialista Aniello Del Gatto, nel quale aveva sede legale perché sottoposta a liquidazione una delle società dell’imprenditore romano.

Indagati e ai domiciliari

Ferrero, con la complicità di alcuni congiunti, avrebbe distratto fondi dalla compagine societaria per sottrarli all’intervento dei creditori. Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza avrebbero documentalmente accertato la distrazione delle somme e individuato la illegittima canalizzazione dei soldi verso conti correnti e altre società di capitale.

Il commercialista calabrese è indagato insieme con Ferrero e per lui sono stati disposti i domiciliari, così come per la figlia dell’imprenditore Vanessa e il nipote  Giorgio.

Ma sono nove le persone coinvolte complessivamente nell’inchiesta della Procura di Paola che ha portato in carcere Ferrero. In particolare, ai domiciliari si trova anche Giovanni Fanelli, 53 anni, di Potenza, a cui si aggiungono altri quattro indagati, tutti residenti a Roma e sottoposto oggi a perquisizione.

Secondo quanto trapela, al centro dell’indagine ci sarebbe un investimento di Ferrero in provincia di Cosenza, nel comune di Acquappesa, che avrebbe portato al fallimento dell’azienda. Si tratterebbe di un complicato sistema che avrebbe portato il patron blucerchiato a vedersi contestare i reati di bancarotta e altri reati fiscali.

Il “poker” di società

Una delle società coinvolte à la “Ellemme group Srl”, azienda che secondo i magistrati si sarebbe accollata complessivamente un debito di oltre un milione e 200mila euro che diverse società del gruppo avevano verso Rai Cinema Spa, «rinunciando così ad incassare i crediti dalla stessa vantati nei confronti di Rai Cinema Spa senza richiedere alcuna controprestazione e senza pattuire interessi-corrispettivi», come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno.

Una mossa che, si legge nelle carte “cagionava il dissesto della società Ellemme Group Srl’.” Tre sono i capi d’imputazione che ricostruiscono la vicenda: l’amministratore unico della “Ellemme” risulta essere Vanessa Ferrero, ma il presidente della Sampdoria, dice la procura, è l’amministratore di fatto. Lo stesso Ferrero, sempre secondo le indagini, risulta anche essere stato nel corso degli anni amministratore unico della ‘Global Media srl’, presidente del Cda di ‘Mediaport spà e amministratore unico di ‘Mediaport Cinemas Srl’, mentre la figlia è stata anche amministratore unico della ‘Ferrero Cinemas srl’. Per quanto riguarda il primo episodio, la Ellemme si sarebbe accollata un debito complessivo di 806mila euro che la Global Media srl, Mediaport Spa e Ferrero Cinemas avevano nei confronti di Rai Cinema; nel secondo capo di imputazione, il debito che finisce sulle spalle della Ellemme è di quasi 209mila euro (contratto da Mediaport srl e Mediaport Cinema) mentre nel terzo ammonta a oltre 239mila accumulati da Mediaport Cinema e Ferrero Cinemas

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