Eder: “Il derby è una cosa speciale. Fabio, Gabbiadini, Caputo, hanno tanta qualità, non si possono discutere”.

Eder Citadin Martins, 35 anni appena compiuti, cinque stagioni e 49 gol con la maglia della Sampdoria, di derby della Lanterna ne ha giocati sei in tutto perdendone soltanto uno e segnando 3 volte e sempre reti pesanti.

Anche dal Sudamerica segue la Samp in tv. È così? «Certo che la guardo, non potrei fare altrimenti visto che poi dopo le partite ricevo un sacco di messaggi dagli amici di Genova e se non so il risultato non capisco di cosa parlano» sorride.

Al derby arrivano tutte due malandate. Che ne pensa dall’esterno? «Che il derby è più bello dello stato di forma di chi lo gioca. È una match speciale e una partita sempre a se, io ho avuto il privilegio di giocarne diversi e segnare e vi garantisco che è una cosa speciale».

Quindi un gol nel derby vale di più? «Per chi non fa questo mestiere è difficile capire che ogni gol è diverso dall’altro. Io in carriera ne ho fatti parecchi ormai ma quelli al derby hanno un sapore diverso, unico, specie se il tuo gol è servito a vincerlo. È un fatto anche di celebrazione pubblica: se fai gol al derby per giorni la gente ti ferma per strada e ti ringrazia. Oddio, non i tifosi rivali a cui hai segnato (ride)».

La Samp non sta benissimo, però. «E’ vero ma neppure il Genoa. Anche qui dal Brasile seguo le partite e voglio anzitutto dire al mio amico Antonio (Candreva, ndr) che sono molto felice per lui, mi ricordo gli anni insieme all’Inter e io allenandomi e giocando con lui sapevo che è uno che può dire ancora tantissimo nel mondo del calcio. L’età non conta, è un dettaglio per chi si allena come lui. Vale anche per me eh, siamo quasi della stessa leva».

Al Doria i suoi colleghi attaccanti non sanno più segnare. Che idea si è fatto? «Non scherziamo! Fabio, Gabbiadini, Caputo, hanno tanta qualità, non si possono discutere. È un momento così, succede a tutti e comunque il momento degli attaccanti dipende sempre da quello della squadra. Lo dico perché sono attaccante e so che quando segni è perché la squadra gioca bene dietro di te, quando non segni vale lo stesso al contrario. Insomma non vedo un problema degli attaccanti ma più generale del momento».

Secondo lei questa Samp quanto vale realmente? «Ho visto l’ultima partita per esempio, ha vinto meritatamente la Lazio ma penso che la Samp abbia più qualità e più potenziale di quanto si sta vedendo finora. Si tratta solo di farlo emergere, ci sono stagioni che la qualità viene fuori prima, altre in cui ci vuole più tempo. La stagione è lunga, per me non bisogna farsi prendere troppo dall’ansia del risultato, piuttosto stare calmi e remare tutti nella stessa direzione. Bastano due vittorie, come la Samp ha già visto poche giornate fa, per passare dalla crisi alla quasi serenità».

Stare calmi con un presidente in carcere non è semplicissimo… «Ho letto sul web e tanti amici dall’Italia e da Genova mi hanno scritto quello che è successo lunedì mattina: a me dispiace sinceramente. Voglio dire che prima di tutto Ferrero è una persona e un papà quindi serve rispetto da parte di tutti, qualsiasi cosa si pensi di lui come presidente. Poi io personalmente posso dire la mia perché l’ho conosciuto e ha sempre dimostrato generosità e disponibilità quando ho avuto bisogno di lui. Capisco che per i suoi modi possa non piacere a tutti però personalmente gli voglio bene. Sia chiaro, parlo della persona, dei fatti per cui è in carcere non so nulla e se ha fatto qualcosa di sbagliato come tutti dovrà pagare. Però, ripeto, mi dispiace come uomo e spero presto la situazione si risolva».

Un pronostico per questo derby? «Il risultato non saprei, spero che la Samp faccia una grande partita anche per i suoi tifosi, che se lo meritano, e riparta dalla vittoria di venerdì risalendo piano piano in classifica».

La vittoria di venerdì sarebbe il derby? «Sì, il pronostico non so farlo ma io voglio pensare siano già nostri i 3 punti del derby. Pensiamo alla partita successiva».

Intervista de Il Secolo XIX

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