Il nuovo Giampaolo non sarà “talebano”: tra sorrisi e varianti tattiche, si scopre flessibile.

Ieri si è svolto il secondo allenamento di Marco Giampaolo e la prima cosa che è saltata agli occhi è il suo sorriso, mai lo si era visto così allegro al Mugnaini: non che nel triennio alla Samp fosse triste ma certamente di lui colpiva più il silenzio quasi malinconico dei sorrisi apprezzati in queste ore. Gli sorridono gli occhi proprio, si vede anche in campo mentre spiega i movimenti ai giocatori.

L’altra novità è anche più sorprendente: ha già detto di non voler essere “talebano” sul modo di giocare della sua nuova Samp. Magari non si è espresso proprio in questi termini ma i primissimi allenamenti hanno permesso di chiarire che il suo vecchio mantra del quadriennio Empoli-Sampdoria, ovvero il modulo 4-3-1-2 che non cambiava per nulla al mondo, non è più indiscutibile. «Quando si subentra non è come iniziare la stagione dalla preparazione estiva e bisogna adattarsi» ha chiarito lui stesso. Per inciso in carriera finora gli è capitato solo una volta, alla Cremonese nel 2014, di subentrare e quella stagione finì ottavo. È chiaro che non ama salire in corsa, la sua meticolosità è contraria alla fretta dei subentri, per questo si adatterà e non sarà più ortodosso com’era stato fino a due anni fa. Significa che nella Samp, che domenica ha già il primo esame da non fallire contro lo Spezia al Picco (ore 15), il suo modulo si adatterà ai giocatori e non è escluso possa cambiare di partita in partita. Il trequartista, ad esempio, è sempre stato la sua fissa – che si chiamasse Alvarez o Ramirez – mentre ora potrebbe farne a meno. In questi primi allenamenti sta persino provando la difesa a 3 come faceva nell’ultima esperienza al Torino.

Come giocherà la sua Samp è ancora difficile dirlo. Molto i giocatori capiranno nell’allenamento di oggi che ha voluto doppio, al mattino e al pomeriggio, proprio per iniziare a parlare di tattica e fare le lunghe sedute in sala video che chi ha lavorato con lui nel triennio blucerchiato ricorda per la meticolosità con cui spiegava e rispiegava movimenti e impostazioni. Domenica e in queste prime giornate dovrà giocoforza adattarsi molto ai giocatori a disposizione, da fine gennaio quando si chiuderà la finestra di mercato potrà avere un quadro completo della nuova rosa e magari indirizzarsi su un assetto più definitivo anche per il modulo.

Il Secolo XIX

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