Calciomercato Samp: Giampaolo chiede 2 pedine, la società ci prova. Il punto sulla situazione.

Giampaolo si è confrontato con la società, la sua idea è quella di andare avanti con il 4-3-1-2 e ha chiesto due pedine, un trequartista e una punta, in grado di alzare dal punto di vista qualitativo la forza della rosa. La partita di Spezia è stata chiara, manca l’uomo da uno contro uno, che “sgasa”, che crea superiorità numerica.

Lanna, Romei, Osti e Faggiano stanno cercando di accontentare l’allenatore, ma non sarà facile. Sensi è caldo, l’Inter si sarebbe decisa a accontentare il calciatore, che vuole venire alla Sampdoria per ritrovare continuità di impiego (giocherebbe trequartista) e ripuntare alla Nazionale. La risposta è attesa per stamattina, la società per scaramanzia non si sbilancia più, dopo quanto successo la settimana scorsa. In caso di risposta affermativa, e c’è fiducia, la Samp dovrà però farsi carico dell’ingaggio degli ultimi cinque mesi. Che, con un gioco di bilancino, può uscire dai risparmi per Torregrossa (ieri ufficializzato il suo prestito al Pisa, 300.000 euro) e di Chabot, vicinissimo al Colonia, prestito (da 300.000 euro) di un anno mezzo con obbligo (da 2.8 milioni) legato alla salvezza e al numero di presenze.

Al momento, però, mancherebbero i soldi per pagare l’eventuale prestito di Defrel, chiesto da Giampaolo, ammesso e non concesso che il Sassuolo accetti di darlo via. Il suo agente Pocetta, in ottimi rapporti con la Samp, ci sta lavorando. Per fare tornare i conti c’è l’idea ad esempio di proporre uno scambio con Caputo. Se non si farà Defrel, c’è bisogno di un’alternativa. Castillejo interessa, ma anche per lo spagnolo problema ingaggio. Supryaga in stand-by, può tornare a galla Borini.

Al Sassuolo peraltro interessa anche Ciervo, messo da Giampaolo nella lista dei cedibili. Come Dragusin (piace alla Salernitana) e Thorsby, proposto nelle ultime ore al Torino (che ha Linetty), ma al momento la risposta è negativa.

Il ds Faggiano poi sta puntando su Sabiri, ventunenne trequartista dell’Ascoli. Se si chiude, presumibilmente sarà ceduto anche Verre, con un risparmio sull’ingaggio.

Il Secolo XIX

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