Sensi: ”Volevo fortemente la Samp, mai dubitato. Sto benissimo e darò il 100% per salvarci”.

Lo manda Mancini ma non è qui per il mare: «Sarei venuto anche se grandinasse…» risponde secco. Stefano Sensi, 26 anni, intervistato dal Secolo XIX, spiega «Io non ho mai dubitato, avevo già deciso di venire e sono felice. L’Inter è stata casa, sia chiaro, ho lasciato solo compagni amici e una società grandiosa, ma avevo già scelto e un gol, anche se decisivo, non cambia le cose».

Facciamo un passo indietro: è vero che anche il Ct Mancini le ha caldeggiato la Sampdoria? «Diciamo che il mister Mancini mi ha dato quella spinta in più ma io già volevo fortemente venire qui per una questione di rilancio e di prestigio della società. Poi quando Mancini mi ha detto che facevo bene, proprio lui che qui ha scritto la storia, mi ha fatto piacere e dato appunto quella spinta ulteriore».

Quel gol all’Empoli proprio non l’ha fatta vacillare? «No, non ha cambiato nulla. Sono entrato con l’Empoli e ho fatto quello che dovevo fare perché sono un professionista ed era mio dovere dare tutto ma, ripeto, non mi ha cambiato la voglia e la decisione».

Sciogliamo subito un dubbio: si sente più trequartista o play davanti alla difesa? «Io a centrocampo ho fatto un po’ tutti i ruoli, ho parlato con mister Giampaolo e mi ha detto dell’idea di farmi fare il trequartista ma io ho dato la disponibilità per fare tutti i ruoli che ho già fatto in carriera. Non è una frase fatta ma decide l’allenatore, io ho solo voglia di mettermi a disposizione e giocare».

Nell’ultimo biennio è passato da un infortunio all’altro, ora come sta? «Sto molto bene, mi sento benissimo, negli ultimi due anni sapete che è stata molto dura convivere con tutti quegli infortuni ma devo dire che mi ha anche rinforzato, adesso sto benissimo e ho un approccio molto più attento alla prevenzione e al rinforzo fisico. Adesso ne vengo da mesi in cui all’Inter mi allenavo regolarmente, quindi sono pronto».

E sfida subito il suo Sassuolo che l’ha lanciata… «E’ un segno del destino perché io da lì sono partito, ma è anche un grande stimolo per fare bene. Io comunque do sempre il 100% chiunque ci sia davanti, lo vedrete presto spero».

Il suo nome sulla bocca dei tifosi è quasi da salvatore dela Patria: “ora ci pensa Sensi”. Come lo vive? «Non mi sento l’eroe che è arrivato a salvare la situazione in tutta onestà. Cercherò di dare tutto quello che posso e affronteremo ogni partita col coltello tra i denti, questo sì».

All’Inter era arrivato come astro nascente, che bilancio dà della sua avventura a Milano? «Sfortuna a parte, io sono contento di com’è andata, ovviamente ogni giocatore vorrebbe giocare sempre ma in un grande club c’è tanta concorrenza. Non giocare è brutto, infortunarsi ancora peggio, ma mi è aumentata l’esperienza, il capire come mi devo comportare per arrivare in forma alla domenica. Diciamo che è stata un’esperienza comunque molto formativa».

Ora alla Samp è in prestito fino a giugno, questo non toglie un po’ di stimoli? «A me per niente. Non mi voglio porre alcun tipo di limite, darò il mio 100% per i compagni, per la squadra, per i tifosi. Sono arrivato in prestito secco ma non mi deve disincentivare, ci mancherebbe. Io sono mentalizzato sulla partita e su cosa devo fare, so bene che dobbiamo salvarci al più presto, è il nostro scudetto, al resto non penso».

Giampaolo la cercava già per il dopo Torreira… «Si mi ricordo, ora mi ha fatto piacere ritrovarlo. Mi ha spiegato le sue idee su fase di possesso e non possesso, credo che la sua idea di calcio sia quasi ideale per le mie caratteristiche».

Il Mondiale in Qatar? «Un passo alla volta. Ora penso al Sassuolo e a fare bene come singolo inserito nella squadra che ho trovato, il resto si vedrà».

Ritrova Candreva che come lei è arrivato dall’Inter e ha fatto un girone d’andata pazzesco. «Lui e Fabio li conoscevo già e sentirli prima di arrivare mi ha stimolato. Avendo compagni che già conosci è molto più facile inserirsi, per uno straniero che arriva non è altrettanto facile».

L’ultimo gol in A, nel 2019, lo ha segnato proprio contro la Samp a Marassi. (ride) «E’ un altro segno del destino, ora mi farò perdonare, ma quel tiro lo deviò Sanchez».

Genova, il mare, il figlio che sta per nascere. «Per il figlio mancano due mesetti e farò avanti e indietro io su Milano. Sul resto onestamente l’obiettivo è salvarci, può esserci questo sole estivo o grandinare che per me non cambia nulla».

Dopo gennaio che Serie A esce? «La Juve si è rinforzata molto ma io credo che l’Inter, i miei ex compagni, siano ancora sopra tutti».

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