Milan-Samp: Conti sfida il passato, a San Siro sarà la chiave tattica nel 5-3-2 dei blucerchiati.

Per Andrea Conti il lunch match del Meazza ha un sapore particolare. Nell’estate del 2017 il Milan lo aveva acquistato dall’Atalanta, 24 milioni più Pessina (valutato 3), una cifra che lo aveva proiettato al vertice di una classifica di mercato: il secondo difensore più costoso della Serie A dietro solo ad Alessandro Nesta (31 milioni nel 2002). Purtroppo gli infortuni, frequenti, hanno compromesso la sua esperienza nel Milan che il mese scorso ha scelto di lasciarlo andare a parametro zero. La Sampdoria ha puntato su di lui per l’immediato (operazione da poco meno di mezzo milione, tra contratto e commissione all’agente), per rimpiazzare Depaoli, ceduto al Verona. Ma anche per il futuro. Nei giorni scorsi infatti gli ha fatto sottoscrivere il prolungamento di contratto fino al 2025, il suo cartellino va così a patrimonializzare la società. Anche nell’ottica della imminente cessione.

Conti si è già calato perfettamente nella sua nuova realtà e quel pregevole gol al volo (non segnava da 1.711 giorni…) contro il Sassuolo ha certamente contribuito a dargli un’iniezione di fiducia dopo le tante panchine al Milan (una sola presenza in questa stagione, una manciata di minuti nel finale con la Roma). Ma al di là dello status di “ex”, la presenza di Conti oggi è sicuramente una delle chiavi tattiche della partita della Sampdoria. L’emergenza con la quale Giampaolo si deve confrontare nel reparto offensivo preclude la proposizione del 4-3-1-2. Il tecnico presenterà così contro il Milan un modulo alternativo, un 5-3-2 che può assomigliare a un 4-4-2 in fase di possesso grazie proprio alle caratteristiche tecniche di Conti (e di Murru a sinistra). Che sarà chiamato a sdoppiarsi nelle due fasi, con intensità fisica e tempismo tattico, per coprire la sua zolla, o meglio zollona, di campo. Contro il suo passato. Per il suo presente e futuro.


Il Secolo XIX

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