Cessione, Lanna: “C’è una data segnata sul calendario. Chi arriverà dovrà sapere di avere comprato un’anima, una storia. E su Vialli…”

Marco Lanna ha fatto visita alla redazione del Secolo XIX. Un’ora abbondante, parlando un po’ di tutto. Molto di presente e tanto di futuro. Perché quel sogno nel cuore c’è sempre...

Futuro della società? «Vorrei sottolineare il lavoro fatto quotidianamente dagli uomini della Sampdoria. Non solo cda, ma di tutte le aree della sede in questo delicatissimo momento. Le deleghe prevedono che Vidal, che sento, non debba informare il cda delle trattative fino alla fase decisiva. Anche a noi adesso arrivano solo voci, anche di interessi abbastanza spinti, ma sempre voci. Quindi stiamo andando avanti con l’idea che non cambi la proprietà, programmando con le limitate risorse che abbiamo. Una data segnata sul calendario c’è, ad aprile. Se non sarà successo niente prima, lì Vidal ci dovrà dare indicazioni. Una trattativa del genere penso possa richiedere anche due o tre mesi. E nel frattempo c’è un mercato da impostare».

Se non arrivasse nessuno? «Ci dovremmo ridimensionare ancora un po’, ma non per questo saremmo meno forti di altre. Ci sono formazioni che ci precedono con un monte ingaggi inferiore, come l’Empoli. Puoi sopperire con la programmazione. Qualche conferma, qualche giovane preso fuori, qualcuno promosso dalla Primavera, si può fare un bel lavoro. Sensi, poi, potrebbe avere riaperto una strada, quella della Samp come piazza per rilanciarsi o lanciarsi».

A proposito di cessione, lei ha dichiarato di essere pronto a fare la “guerra”. Ma può il cda opporsi a una trattativa chiusa da Vidal? «No, questo no. Ho usato un termine un po’ forte. Sono più un angelo custode che vigila. Ho messo la faccia in questa situazione e ce la metterò anche in quel contesto lì. Premesso che nessuno avrebbe l’interesse a cedere la Samp a qualche personaggio “strano”».

Se arrivasse un soggetto straniero? «L’importante è che questo soggetto straniero sia consapevole di avere comprato un’anima, una storia. Che chiunque arrivi sia accolto bene, anche se non metterà uno di noi come presidente. Che voglia fare rivivere quel sentimento che si respirava con Mantovani o Garrone. Se poi chi arriverà volesse conservare questa struttura, ne sarei felicissimo. Se volesse mettere Luca presidente altrettanto, sarei strafelice e iper tranquillo. Vedremo».

Che le ha detto Vialli quando ha saputo che lei sarebbe stato il presidente? «Una battuta che non posso ripetere… gli ho risposto “Luca, tu sei un attaccante. Meglio mettere un difensore ora per difendere il fortino”».

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