Yoshida verso il ritorno con l’Atalanta e protagonista di “Culture”, il format DAZN dedicato a tradizioni e diversità nel calcio.

Finalmente Maya Yoshida vede il momento del suo ritorno in campo. Il giapponese ha ormai smaltito la lesione muscolare al bicipite femorale della coscia destra che si era procurato lo scorso 6 gennaio, al Ferraris contro il Cagliari. Domenica prossima Yoshida dovrebbe rientrare nella lista dei convocati per la sfida del giorno seguente a Bergamo. Sarà per lui anche la prima presenza con Giampaolo, visto che l’avvicendamento tecnico è arrivato proprio a metà del suo infortunio. Con il suo ritorno si alzerà il livello della competitività di reparto, tenendo anche conto della duttilità e dell’esperienza del nipponico, che ha qualità e caratteristiche per essere schierato sia in una difesa a quattro che a cinque.

Il rientro di Yoshida è seguito con grande interesse anche dal Giappone. Il difensore è una delle icone del calcio nipponico dell’ultimo decennio, oltre a essere una colonna della Nazionale e resta un personaggio della Serie A.

Nei giorni scorsi Dazn gli ha dedicato una approfondita intervista, disponibile da oggi in app, rilasciata nel format “Culture”. Il format concede ai tifosi l’opportunità di avvicinarsi alla diversità, alle culture e alle tradizioni differenti tramite il calcio.

Yoshida verso il ritorno con l’Atalanta e protagonista di “Culture”, il format DAZN dedicato a tradizioni e diversità nel calcio.

L’arrivo in Europa

“La prima cosa che mi ha colpito dell’Europa era l’altezza degli olandesi. In Giappone siamo più piccoli. Solo quando me ne sono andato dal Giappone ho capito quanto importante fosse la nostra cultura. Anche se devo dire che siamo troppo inquadrati, io preferisco stare più sereno, non come gli italiani che lo sono troppo, ma come gli inglesi. Essere il capitano del Giappone è un onore, dopo ogni partita con la Nazionale puliamo lo spogliatoio. È la nostra cultura e mi piace tanto. In Europa mi sento male perché i centri sportivi sono disordinati, voglio pulire. Il più disordinato alla Samp è Candreva.

I primi mesi a Genova

“Ho iniziato alla Sampdoria con il lockdown. È stata dura, ero da solo in un appartamento piccolo, con l’idea di stare a Genova solo 4 mesi. Ho scroccato il Wi-Fi al vicino di casa per fare lezioni online di italiano.”

Gli anime e i compagni di squadra

“Di Miyazaki conosco anche un titolo italiano: Porcorosso. Tutti guardavamo Holly e Benji in Giappone, anche se da noi hanno altri nomi. Il problema è che è cresciuta una generazione di numeri 10 e nessuno voleva giocare in difesa.

Goku era il mio personaggio preferito. Anche Freezer. Il Goku della Samp è Gabbiadini. Ora è infortunato ma tutte le volte che Goku si è fatto male poi è tornato più forte di prima. Il Pikachu della Samp è ovviamente Thorsby, perché è ambientalista e spinge per l’elettrico.”

Nessun “riferimento” a Giampaolo e alla sua linea difensiva. Con la quale da qualche giorno si è iniziato a confrontare. Per lui la cosa importante è essersi lasciato alle spalle questo subdolo infortunio. Lo stare fuori lo ha fatto soffrire fisicamente e anche moralmente. Ha dentro una grande voglia di dare il suo contributo al raggiungimento della salvezza.

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