Cessione Samp, Romei: “il processo sta accelerando, noi dobbiamo operare in modo da non danneggiare la vendita“.

L’avvocato Romei ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine de Il Secolo XIX, di seguito le sue parole.

«Ho ricevuto una telefonata dal trustee Vidal, mi ha chiesto se fossi disponibile. Devo presumere che in questa scelta abbia inciso la mia conoscenza del mondo Samp e il fatto che avrei potuto dare un contributo specialmente nel contesto della situazione di difficoltà che si era creata».

Un ritorno molto “chiacchierato” da una parte di ambiente e tifoseria. «Rispetto le opinioni di tutti… Sono stato chiamato come elemento in grado di riprendere il lavoro portato avanti nelle stagioni precedenti. Penso anche di avere dimostrato di essere una persona indipendente, nelle scelte e nelle situazioni, avendo una formazione da libero professionista. Per il resto, come sempre do e darò il massimo, con entusiasmo e dedizione, per il bene della Sampdoria, società che mi è entrata nel cuore, un pezzo importante della mia vita. Mi consenta un richiamo: concentriamoci tutti sul presente più che sul passato».

È una stagione con due obiettivi? «Sì. Mantenere la categoria e la situazione economica il più in equilibrio possibile, tenendo conto che il Covid ha impattato su tre stagioni e sapendo che la società è in vendita. Della cessione se ne occupa Vidal che sono certo svolgerà al meglio questo ruolo. Ne parliamo con lui, ma non è materia di diretta competenza del cda. Sappiamo quello che ci dice, che il processo di vendita sta avendo un’accelerazione, ma non sappiamo se e quando si finalizzerà. Fino ad allora il nostro dovere è fare il meglio possibile evitando operazioni che potrebbero in qualche modo danneggiare o compromettere la vendita».

Pensate già al 2022/23? «È presto. Salviamoci il prima possibile poi in modo responsabile ci focalizzeremo sulla prossima stagione. Se non arriverà il nuovo proprietario, ci saremo ancora noi almeno fino alla fine dell’esercizio. Se arriverà, rimetteremo il mandato e deciderà lui, come è giusto che sia».

Senza cessione? «Il tema “fare sacrifici” è evidente, ma non tocca solo la Samp. Il Covid ha picchiato per tutti. Per me la base di una squadra è il progetto tecnico. Da lì la scelta dei calciatori più funzionali, all’interno del budget che si ha. E poi cercare di investire, per quel che si può, per patrimonializzare il club. Con le scelte giuste, si crea una squadra competitiva. Noi siamo pronti. Anche il mercato di gennaio è stato subordinato a linee guida economiche e mi sembra che sia stato fatto un buon lavoro. Alcune operazioni sono saltate perché non abbiamo potuto impegnarci con un obbligo di riscatto che avrebbe impattato sul futuro. Potrà farlo il nuovo azionista».

Alcuni si sono “stupiti” del mercato… «Normalmente non presto grande attenzione alle voci. La Samp si deve confrontare con Covid e note difficoltà degli ultimi tempi. Abbiamo onorato la scadenza, impegnativa, del 16 febbraio. Gli stipendi sono pagati regolarmente. Le prossime scadenze sono 30 maggio e fine giugno per l’iscrizione al campionato e noi lavoriamo giorno e notte per rispettarle, per concludere la stagione con le nostre gambe. Abbiamo vinto il contenzioso con lo Sporting Lisbona su Fernandes… trovato un accordo con il Verona per il riscatto di Caprari (a aprile, ndr). Ci sono molte altre cose da fare. Sui numeri lavorano Bosco e Panconi, grandi professionisti, e guardiamo al futuro con realismo ma con ottimismo».

La squadra? «Il primo pensiero va a mister D’Aversa. Siamo consapevoli delle tante difficoltà con le quali si è dovuto confrontare. Abbiamo ritenuto che Giampaolo avesse le caratteristiche per il momento e per riprendere quel progetto tecnico di cui le dicevo. La call decisiva l’abbiamo fatta, sia pure a distanza, nella stessa stanza dell’Ac Hotel dove ci eravamo lasciati nel 2019. L’ho visto come un segno. La rosa ha mezzi tecnici e qualità morali e i ragazzi ci stanno mettendo l’anima, dal primo all’ultimo e li voglio ringraziare. Ogni punto va a ricostituire un pezzetto di quella autostima che era venuta un po’ meno per tanti motivi. Io sono convinto che la Samp possa giocarsela con tutti. Il Ferraris poi sta tornando a essere il nostro fortino».

Il 4-0 di Bergamo? «Fa male, certo. Ma in un percorso come il nostro sono “incidenti” che se capitano devono essere assorbiti per migliorare, senza deprimerci. Bisogna girare subito pagina. Sabato a Udine ci vorrà ovviamente un’altra prestazione».

I tifosi stanno tornando… «Il presidente Lanna ci sta dedicando molto tempo. Ho sempre avuto il massimo rispetto dei tifosi e delle loro posizioni. Anche quelle critiche. Soffrivo in televisione nel vedere il Ferraris vuoto. Certamente i motivi ci saranno stati, il Covid ad esempio. Il trend è in crescita. E presto con il ritorno al 100%, e ci stiamo lavorando, spero di ritrovare i numeri pre-pandemia e soprattutto quell’energia positiva in grado di trascinare la squadra. Ne abbiamo bisogno. Adesso abbiamo lanciato il mini abbonamento per le ultime 5 partite al Ferraris. Ci aspettiamo una risposta forte, di unione».

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