Sampdoria, Lanna: “Dopo Udine avrei voluto vedere volare le sedie. I giocatori si parlino di più, i tifosi riempiano lo stadio”.

Il presidente blucerchiato, Marco Lanna, è stato intervistato in sede da una troupe della Rai, che sta preparando un docu-fiction sulla “bella stagione” dello scudetto. Tra un ricordo e un’emozione, ha espresso anche i suoi pensieri sul presente.

«Arriviamo da due brutte sconfitte. Lunedì al Mugnaini ho parlato alla squadra. Ci sono passato anch’io in carriera in questi momenti. Ho spiegato che se ne esce solo se viene fuori il gruppo. In rosa ci sono soprattutto calciatori esperti, sanno che cosa voglio dire. Bisogna infondere un po’ di spirito positivo. Mi sono sembrati ricettivi».

Come glielo ha detto? «Da ex capitano, da un Quagliarella con qualche anno in più. Mi ha fatto piacere che qualche calciatore sia intervenuto. Ma soprattutto che dopo che li ho salutati, sono rimasti lì a parlare tra loro. È fondamentale che comunichino. Secondo me fino a oggi lo hanno fatto pochissimo. Conosco bene le dinamiche di uno spogliatoio. In situazioni come queste eventuali dissapori, eventuali risentimenti, vanno messi da parte. In campo due metri di corsa in più per il compagno vanno fatti con vigore. In campo bisogna essere il migliore amico di ogni compagno. Tutti uniti per l’obiettivo comune, che è la salvezza. Se mancano compattezza e unione, è la fine. Ogni pallone deve essere l’ultimo della nostra vita. Si parla di personalità, parliamo di una rosa con tanti nazionali, calciatori con un grande vissuto… si presume che la personalità non manchi».

Attorno al gruppo girano anche voci di spaccature… «Non mi risulta. Ripeto, parlano poco tra loro. Gli ho ricordato un periodo difficilissimo vissuto da calciatore della Sampdoria, quello del 2001. Telefonini e videogiochi c’erano già, non è preistoria. Però i momenti di aggregazione li trovavamo. Anche per parlare di calcio e del momento attraversato dalla squadra… dico la verità, mi sarebbe piaciuto lunedì pomeriggio vedere volare qualche sedia fuori dalla finestra. I confronti onesti e sinceri, senza essere permalosi, servono. L’anno dello scudetto era successo alla Beccaccia, a Rapallo. Giorno infrasettimanale, sala solo per noi, toni anche alti. E ci era servito eccome».

La maggior parte della tifoseria è critica, scettica e preoccupata.«Capisco la delusione per le due sconfitte. Mi piacerebbe che la reazione però fosse quella di andare allo stadio, riempirlo sabato con la Juventus e aiutare la squadra a rialzare la testa».

Non ritiene che tra squadra e futuro della società al tifoso stiano mancando le certezze? «Penso che nonostante tutto… nonostante siamo un po’ corti davanti… nonostante le ultime sconfitte… la Sampdoria abbia le capacità per superare questo momento. Penso che la priorità sia vivere il presente, sostenere la squadra, vincere le partite, fare punti. Per il resto, per il futuro della società, stiamo lavorando. È un processo più complicato, che tra l’altro non coinvolge direttamente nemmeno il cda, ma è competenza del dottor Vidal».

I tifosi che la fermano per la strada che le dicono? «Ci sono momenti in cui le cose non vanno bene. L’arma che ha il tifoso è venire allo stadio e tifare Sampdoria. Li rincuoro. Io parlo con i calciatori, vedo in loro la consapevolezza di volere e potere fare di più. Già con la Juventus mi aspetto una partita diversa, per atteggiamento, convinzione, attenzione, testa. No, non ho paura di retrocedere. Questa squadra vale il centro classifica, può giocarsela con tutti. Siamo purtroppo entrati in un contesto che non ci aspettavamo. Con la testa giusta e le qualità che abbiamo, l’obiettivo della salvezza è ampiamente alla portata».

Candreva, Giovinco e Quagliarella? «Candreva può cambiare gli equilibri di una partita, penso debba essere uno dei nostri trascinatori. Udine non è stata la sua migliore prestazione, ma un momento di flessione ci sta, spero sia passato. Giovinco si è fatto male al primo allenamento per la troppa voglia di scendere subito in campo. Adesso sta bene. Quagliarella, lo abbiamo visto contro l’Empoli. È innamorato della Sampdoria, è importante per il gruppo. Poi se giocherà la partita intera o uno spezzone, lo decide Giampaolo. È una risorsa che può incidere sul risultato».


Il Secolo XIX

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