Sergio Volpi: “Sogno di tornare alla Samp. A Venezia bisogna scendere in campo per vincere”.

Sei anni di Sampdoria, la fascia da capitano e le emozioni più belle vissute in blucerchiato, dal 2002 al 2008. Ma nella vita di Sergio Volpi, oggi tecnico del Ciliverghe (Eccellenza) ci sono anche due stagioni al Venezia (98- 2000) e un’epica salvezza con Novellino e Recoba.

Sergio commenta la sfida di domenica da doppio ex sulle pagine de Il Secolo XIX.

Come va la vita da mister?«Abbiamo vinto la Coppa Italia Lombardia, in campionato dobbiamo migliorare. La passione per il calcio resta forte».

Se le dico Venezia-Samp? «Sfida particolare, da doppio ex mi sento coinvolto. Per la Samp è una gara in cui se fa risultato fa un grande passo in avanti. Per il Venezia un risultato importante darebbe fiducia e “inguaierebbe” la Samp».

Il cuore è per la Samp, vero? «A Venezia sono stato benissimo ma non può non pendere per la Samp. Sono molto legato ai colori blucerchiati, si è subito creato un feeling speciale che resiste. Tornare un giorno è il mio sogno, non lo nego».

Ma il Volpi blucerchiato ha origini nel Venezia, dove incontrò Novellino. «Sì, nei primi mesi non andavamo d’accordo, poi si è creata un’intesa forte e un rapporto umano che resiste oltre il calcio. Mi voleva al Napoli, mi ha portato a Piacenza e poi alla Samp. A Venezia ci salvammo con una gran rimonta con l’arrivo di Recoba: da penultimi chiudemmo a metà classifica. Il Chino aveva un sinistro che faceva cantare il pallone, era di un altro livello, non ha espresso tutto il potenziale come fece a Venezia. Aveva libertà d’azione, era il nostro fantasista, come Flachi alla Samp».

E oggi a Giampaolo servirebbe un Volpi in regia? «Non ho mai avuto il piacere di lavorare col mister, non so. Però in mezzo ha giocatori importanti. Sensi può fare tutti i ruoli, è forte, non a caso era all’Inter: deve solo stare bene fisicamente. E poi Candreva, Ekdal, gente di esperienza e qualità. Basta poco per tirarsi fuori, spero prima possibile».

Non è preoccupato? «Non è che non lo sono, perché quando ti trovi in certe situazioni e non sei abituato a lottare per salvarti è dura. Nessuno immaginava che la Samp potesse essere lì ora, come valore per me potrebbe essere oltre i 30 punti. Forse la situazione societaria non ha dato tranquillità. Sono fuori, non è facile capire quale è il problema ma le qualità non si discutono, ora bisogna fare gruppo».

Come va interpretata questa gara? «La Samp deve fare il suo gioco, scendere in campo e far capire subito che vuole vincerla, metterci cattiveria agonistica e lottare su ogni pallone perché gli episodi sono decisivi. Poi se non riesci a vincere può andare pure il pari ma devi partire per far valere la tua maggiore forza. Sulla carta la Samp è più forte ma la differenza la faranno gli stimoli. Il Venezia ha un bel tifo, ma ci saranno tanti tifosi della Samp, a dare forza ai blucerchiati».

Da ex capitano a capitano: Quagliarella può essere ancora determinante? «Ho giocato con Fabio, lui è importantissimo in campo e nello spogliatoio, conosce più di altri il mondo Samp. Se sta bene fisicamente e mentalmente è fondamentale: nelle prossime farà ancora la differenza. Magari sui 90′ può fare un po’ fatica ma lui può inventare la giocata in ogni istante: ci punterei ancora tanto».

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