Caputo: “Obiettivo 15 gol e salvezza, mi sono pure comprato al Fantacalcio e ora le cose vanno meglio”.

«Solo mia mamma mi chiama ancora Francesco. Ormai sono Ciccio». Doppietta da tre punti a Venezia, 9 reti al primo anno di Sampdoria, Caputo, il bomber di Altamura, ha due obiettivi: «Salvarci il prima possibile e arrivare a quota 15 gol».

Ha già vissuto l’emozione del gol nel derby, ma probabilmente Venezia è stata la sua migliore giornata blucerchiata. «Per l’importanza della gara è stata molto significativa per me e la squadra. Siamo stati bravi, vittoria pesantissima: non è che ci siamo salvati ma ci dà slancio, fiducia e serenità. I tifosi sono stati eccezionali, fondamentali, tutta quella gente sugli spalti ci ha caricato: la vittoria era l’unico modo per ricambiare l’immenso affetto. Non vedo l’ora di giocare nel Ferraris pieno: il tifo è la nostra arma in più».

Tutta la gavetta che ha fatto può darle una marcia in più nel battagliare senza paura? «Se giochi a calcio non devi avere paura, fai la cosa più bella al mondo, il sogno di tutti. Con l’esperienza e il mio passato, gioco sempre a testa alta, provo a trascinare la squadra con l’atteggiamento sul campo, nei momenti duri i più anziani devono farlo. Ci ho messo tanto per ritrovare la A, ora ci sono da 4 anni e voglio restarci più che posso».

Il suo percorso ricorda quello di alcuni bomber del passato, alla Hubner, spesso amati dai tifosi ma anche da chi fa il Fantacalcio. «Grande bomber Hubner, la differenza è che non fumo (ride). Il Fantacalcio è una storia fantastica, dal primo anno di A con l’Empoli vivo questa parentesi ludica, bisogna accettare le critiche di chi ci gioca. E poi lo faccio anche io, mi sono pure comprato e ora finalmente le cose vanno meglio».

Esulta mimando una bevuta della sua birra Pagnotta: l’obiettivo è far ubriacare i sampdoriani con tanti altri gol? «Ci provo in ogni gara. A inizio stagione, per come era iniziata l’annata, ho detto che puntavo ai 15 gol e lo ribadisco pure ora anche se non sarà facile. Il primo obiettivo è la salvezza della Samp, ma se arrivo a 15 la Samp si salverà tranquillamente».

Con Giampaolo ha accelerato, 4 gol in 8 gare: è un caso? «Col mister sono cambiate le dinamiche tattiche, faccio cose che ho già fatto, sono più a mio agio. E poi ora mi sono ambientato del tutto con famiglia e figli, ho avuto un po’ di problemi extra-calcio all’inizio ma è tutto alle spalle, non voglio alibi, solo salvarci prima possibile. Voglio divertirmi, esultare e fare tanti gol ancora. Ho un triennale, qui sono contento, farò di tutto per restare. Sono già stato all’Entella, la Liguria è quasi la mia seconda terra».

Da anni chi ha il dieci alla Samp fatica: lei ha scelto il 10 per la prima volta in carriera ma sta sfatando il tabù. «Non l’ho preso per fare il fenomeno ma per due motivi di cuore. Il primo è che nel 2021 festeggiavo i 10 anni di matrimonio con mia moglie anche se seguendo questa logica l’anno prossimo dovrei prendere l’11…(ride). E poi c’è la ragione principale, il 10 era il numero di un mio amico di infanzia venuto a mancare qualche anno fa, Domenico Martimucci. Giocavamo insieme in Eccellenza, lo chiamavamo Zidane, era lui a mandarmi in gol. È morto in modo assurdo, vittima di un attentato in un locale pubblico ad Altamura, con una bomba-carta: era per caso nel posto sbagliato, la sua scomparsa è stata una batosta grossa, ma giocare col suo 10 mi fa ricordare il suo sorriso».

Restando alla sua Puglia: quanto è importante aver ritrovato Faggiano? «In realtà è solo la seconda volta che torno con lui, abbiamo girato tante squadre diverse. Ha spinto molto per avermi, ma non sono venuto solo per lui anche se è un grande direttore, un amico. Mi ha voluto al Noicattaro, mi ha preso in Eccellenza, mi ha portato al Bari con Perinetti e Conte e abbiamo vinto la B: è una figura importante».

Quando è arrivato ha detto di ispirarsi a Quagliarella: potete coesistere in attacco? «Sì, abbiamo già dimostrato in certe gare che possiamo fare benissimo insieme: può fare gol lui, io, gli altri. Il gol per una punta è importante ma per me non è un’ossessione: se vinciamo e non segno sono felice. Fabio è sempre stato un riferimento, un esempio, ha vinto la classifica cannonieri davanti a Ronaldo, non puoi metterlo in discussione, giocare e allenarsi con lui mi gratifica: è bello provare a fare come lui e condividere questa realtà alla Samp».

Nazionale di nuovo fuori dal Mondiale: sperava nel Qatar?«Dispiace tanto, è una sconfitta per tutti gli italiani. Conosco tanti ragazzi, non è facile per loro pochi mesi dopo l’Europeo vinto, è dura da digerire ma dai momenti bui bisogna ripartire e ricostruire con entusiasmo, le basi ci sono. Non pensavo al Mondiale, l’obiettivo è fare bene con la Samp, poi è il campo che parla: le scelte le fa Mancini e io lo ringrazierò sempre per la chance che mi ha dato convocandomi, è stato un onore».

Chiudiamo con una battuta: ha rivelato che da ragazzo è stato scartato dal programma Campioni… Ciccio Graziani tifa Roma, un motivo in più per batterla? «Ma no, no (ride)… la Roma è una grande squadra, ha vinto il derby, però in casa possiamo farle male e faremo di tutto per prendere altri punti-salvezza».

Intervista de Il Secolo XIX

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