Sabiri: “La Samp è la cosa migliore che potesse capitarmi, Zidane e Ronaldinho i miei idoli”

Il trequartista è morto”. Oppure. “Oggi non esiste più il classico numero 10”. Quante volte abbiamo sentito queste parole? Ormai è impossibile contarle. Se è vero che l’esasperazione di alcuni principi tattici ha portato ad un inquadramento diverso dei calciatori con maggior talento, ci sono calciatori che riescono a convincere i loro allenatori che è giusto concedergli un determinato spazio e una certa libertà di movimento. In Serie A, in questo momento, uno di loro è Abdelhamid Sabiri.

I numeri con i blucerchiati finora sono di un gol e un assist in 6 presenze ma con il passare dei match Sabiri sembra sempre più dentro i meccanismi della squadra di Marco Giampaolo.

Il tecnico del Doria potrebbe cambiare il suo modulo preferito per inserirlo definitivamente nella formazione titolare, passando dal 4-3-1-2 al 4-3-2-1 già visto in casa del Venezia e dove Sabiri ha avuto più libertà di esprimersi, muovendosi quasi da seconda punta più che da trequartista.

A Fanpage.it Abdelhamid Sabiri ha parlato del suo approccio con la Serie A e con il mondo Samp, ecco le sue parole.

Com’è stato il suo impatto con la Serie A? “Prima di tutto sono molto felice di essere qui. Il mio obiettivo è sempre quello di aiutare la squadra: è quello che sto cercando di fare ed è quello per cui mi sto allenando. In questo momento sono molto felice di essere qui e di poter aiutare la squadra”.

Quali sono state le differenze più grandi che ha trovato, almeno finora, tra il calcio italiano, la Premier e la Bundesliga? “Penso che siano tre leghe completamente diverse. La Bundesliga è un campionato diverso dalla Premier League e anche da quello italiano ma penso che la Serie A sia il calcio che mi si addice di più: per questo sono molto felice di essere qui. È un calcio tecnico con molta tattica e penso di avere molto da migliorare, anche con il nostro allenatore che è molto attento a tutti i dettagli. Per questo sono felice di essere qui”.

Ha giocato sia da trequartista che da seconda punta: in che ruolo si trova più a suo agio? “Si, ho giocato sempre da numero 10 e ho giocato sempre lì nella mia carriera. Non avevo mai giocato da attaccante prima di Venezia. Il mio obiettivo è quello di aiutare la squadra e dove il mister mi dice di giocare, io lo faccio”.

‘Sono qui per diventare importante’, le sue parole alla presentazione: cosa pensa possa darle la Samp per crescere? “Per me è sempre così e ogni volta che vado in un club cerco di essere importante per la squadra. Questa è la mia ambizione e cerco sempre di dare la versione migliore di me, credo in me stesso e lo so quando gioco a football. Quando mi danno fiducia cerco sempre di restituire qualcosa e questa è la mia ambizione, quindi quando sono venuto qui ho detto che volevo essere importante per il club. Non lo sono ora, ma in futuro vorrei esserlo”.

Sabiri: “La Samp è la cosa migliore che potesse capitarmi, Zidane e Ronaldinho i miei idoli”

L’aveva cercata anche il Genoa, ma ha preferito la Sampdoria: ci spiega la sua scelta? “Non voglio parlare del passato e penso che essere alla Sampdoria sia la cosa migliore che potesse capitare nella mia vita. Quindi in questo momento sono solo felice di essere qui e non voglio parlare di quello che è successo prima”.

L’Italia l’ha conosciuta ad Ascoli, che esperienza è stata e cosa le ha lasciato? “Ascoli è stata un’esperienza molto positiva, ero troppo felice di giocare lì perché è un club importante. Il presidente Pulcinelli mi ha aiutato molto e sono felice che sia stato il mio primo club in Italia”.

Ad Ascoli è finito anche fuori rosa: che momento è stato per lei? “Abbiamo avuto qualche problema con la società perché stavamo facendo male nell’ultimo anno ma tutto è rientrato e sono molto contento per l’esperienza che ho fatto”.

Ci sono dei calciatori a cui si ispira? Chi sono i suoi idoli? “Zidane e Ronaldinho sono i miei calciatori preferiti. Mi piace anche Cristiano Ronaldo ma i miei preferiti restano Zizou e Dinho”.

Preferisce più fare gol o far segnare i suoi compagni? “Secondo me è uguale. Certo, far gol rende sempre più felice ma un assist per un compagno, come accaduto a Venezia, per me è qualcosa di importante”.

Il tunnel è una giocata che prova e trova spesso: c’è un motivo preciso o casualità? “Fare una giocata del genere dimostra intelligenza perché sai dove l’avversario metterà la gamba e ti aiuta a superarlo. L’ho imparato per strada con i miei amici, dove tunnel era meglio di un gol. Adesso non è più così, adesso conta fare gol”.

Quali sono i piani di Sabiri per il futuro?  “Penso step by step, non guardo troppo lontano. Il primo obiettivo è diventare un calciatore importante della Sampdoria. Mi piacerebbe giocare il Mondiale con il Marocco ma devo fare bene qui per poter essere preso in considerazione”.

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