Stefano Lucchini: “La Gradinata Sud ti gasa, ti trasforma. Salvezza a 35/36 punti, la Samp è all’altezza”.

Stefano Lucchini, 131 presenze in blucerchiato, difensore titolare nella stagione del quarto posto, analizza il cammino delle ultime sette giornate della Sampdoria.

Lucchini è d’accordo sull’abbassamento della quota salvezza: «Secondo me è a 35/36, quindi significa che alla Samp ne occorrono ancora sei o sette», le sue parole a Il Secolo XIX. L’ex blucerchiato divide praticamente in tre blocchi la parte finale del calendario che attende la squadra di Giampaolo: «Le prime tre, il derby, e le ultime tre. Sulla carta le prossime tre sono quelle nelle quali bisogna conquistare i punti determinanti per restare fuori da grandi pericoli. Certo, non sarà facile. Le trasferte di Bologna e Verona nascondono entrambe grosse insidie, in particolare considero i gialloblù di Tudor una delle sorprese del campionato. Ritengo però che questa Sampdoria abbia le qualità per essere all’altezza dei confronti e per portare a casa dei punti. Quanto al confronto con la Salernitana, lì il pronostico deve essere uno e uno solo».

Poi il derby: «Una partita, come si dice, che fa storia a sè. Ma io metto i tre punti alla Sampdoria. Anche parlando da tifoso. Non ho mai nascosto che quei colori mi sono entrati nella pelle, la mia esperienza alla Sampdoria rappresenta, per me, l’apice della carriera».

E quindi il trittico finale: «Il più impegnativo, ma ad esempio a Marassi contro la Fiorentina la squadra potrà contare sulla spinta incredibile della tifoseria, la Gradinata Sud ti gasa, ti trasforma. Questo campionato si sta reggendo su un grande equilibrio, al quale non eravamo quasi più abituati. Tanti risultati a sorpresa. Squadre date per spacciate che invece si sono rialzate. Il campo può smentire la “carta”».

Lucchini vede ogni partita della Sampdoria: «Certe stagioni nascono male e poi diventa complicato riprenderle. Quando le cose non vanno bene spesso paga per tutti l’allenatore, e ne so qualcosa (è stato esonerato dalla Pergolettese), anche se le colpe non sono sue, almeno tutte. Sono fiducioso sulla salvezza, Giampaolo conosce molto bene la piazza ed è un allenatore top. Poi dopo la salvezza arriverà il momento della programmazione. Che, da quanto leggo, dipenderà molto anche dalla cessione della società. Una situazione che secondo me ha influito anche su questa stagione, perché per quanto si dica che bisogna estraniarsi, alla fine un po’ pesa sempre sulla testa».

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