Verso Verona: giocatori con il morale a terra, mister al lavoro sulla testa e su un nuovo modulo.

Nella giornata di Pasqua il tecnico blucerchiato, considerato il principale responsabile di questa crisi da tutto l’ambiente doriano, non ha messo il naso fuori dalla sua abitazione genovese. Chiuso nella sua rabbia e delusione, «questa sconfitta è un fardello che mi porto dietro» aveva dichiarato sabato pomeriggio. È stata una Pasqua di riflessione, che l’ha portato a una svolta: «Qualcosa a Verona dovrò cambiare».

Tutto e tutti sono in discussione, a partire dal modulo, la sua assunzione di responsabilità. Questi calciatori non riescono a mettere in pratica le sue idee. Troppo complicate per loro. Questa settimana la preparazione della partita cambierà, sarà essenziale, basica. Pochissimi concetti. E per la partita di sabato sera al Bentegodi sta prendendo in considerazione un cambio di modulo, cioè il passaggio a quel 4-4-2 così distante dalla sua idea di calcio ma che in questo momento sembra essere il più funzionale.

Giocatori con il morale a terra, mister al lavoro sulla testa e su un nuovo modulo

La Sampdoria, la sua classifica, ha assolutamente bisogno di punti e di risultati, anche di uno striminzito 0-0 di quelli che fanno girare canale.

I cambi riguarderanno anche i posti da titolare, dovendo però fare i conti sotto questo profilo con una rosa ristrettissima, che non gli consente grandi “rivoluzioni”. Gira che ti rigira, i titolari sono sempre quei 13-14, per Verona poi non c’è nessuno da recuperare, Damsgaard potrà avere qualche minuto di autonomia in più, Ekdal resta sempre un punto interrogativo. Il passaggio al 4-4-2 comporterebbe ovviamente delle modifiche, fermo restando che in attacco le punte a disposizione sono solamente due, Caputo e Quagliarella. Sensi sarebbe arretrato a centrocampo, vicino a Rincon, Candreva potrebbe finalmente risentirsi a suo agio da esterno destro, sulla fascia sinistra potrebbe magari essere utilizzato Augello. In difesa si ricandida Yoshida.

Le certezze al momento sono poche, Bereszynski, Ferrari (sempre un po’ acciaccato), Rincon, Sensi, Caputo e Quagliarella, per l’autonomia che può avere. Con una grande preoccupazione, quanto può avere inciso a livello mentale il ko con la Salernitana. In quei novanta minuti più recupero l’allenatore non ha “riconosciuto” praticamente nessuno dei suoi calciatori e solo i prossimi allenamenti, tra Bogliasco e Verona, gli consentiranno di misurare e comprendere meglio quanto si siano abbassati i livelli di morale, autostima, convinzione.

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