Dal Don Bosco alla Serie A nella squadra del cuore, Trimboli e Cambiaso: quando i sogni si avverano.

I due giovani genovesi di Genoa e Sampdoria, Andrea Cambiaso e Simone Trimboli, sono entrambi cresciuti nel quartiere di Sampierdarena e nella stessa società, l’Unione Sportiva Don Bosco con cui hanno tirato i primi calci. «Li ho allenati entrambi, erano due bambini ma si vedeva che avevano qualcosa di speciale e ora è bellissimo vederli in Serie A con le rispettive squadre del cuore», spiega Luca Bianchi, 39 anni, allenatore dei piccoli calciatori dell’Us Don Bosco sulle pagine de Il Secolo XIX.

Per il derby, l’unico ad avere chance di entrare in campo è Trimboli. Cambiaso, salvo colpi di scena, non sarà convocato, è ai box da un paio di mesi, frenato da noie muscolari. Ora sta recuperando, difficilmente farà in tempo per essere convocato nel derby.

Più piccolo di due anni, Trimboli come Cambiaso ha esordito in A quest’anno. L’ex capitano della Primavera, ha trovato spazio nel centrocampo di Giampaolo nei finali di gara contro Juve e Roma, due scampoli in cui ha subito fatto una buona impressione anche per il piglio vivace. Nella stracittadina, salvo sorprese, Trimboli partirà ancora una volta dalla panchina ma in una mediana priva dello squalificato Rincon potrebbe anche trovare spazio nella ripresa. Fidanzato con Valeria Gardel, 23 anni, difensore della Sampdoria Women, Trimboli quest’anno sta vivendo il suo sogno da bambino, proprio come Cambiaso. Per entrambi una lunga trafila nelle giovanili rossoblucerchiate, e ora il debutto con gli idoli di un tempo, da Criscito a Quagliarella.

Luca Bianchi, il loro primo mister, ricorda gli inizi: «Hanno cominciato a 5 anni. Tutti e due giocavano sotto-leva, Cambiaso con i ’99, Trimboli con i 2000. E tutti e due dopo un paio di anni sono stati presi da Genoa e Samp». Già da piccoli, facevano capire di avere un qualcosa in più. «Trimboli usciva dagli spogliatoi e si trasformava, dimenticava i genitori e pensava solo al campo e alla squadra: aveva già la testa da piccolo calciatore, capacità di concentrazione superiori alla media e già all’epoca giocava in mezzo al campo. Anche i loro fratelli hanno giocato da noi: Matteo Trimboli, 2005, ora è nel Doria. Alberto Cambiaso, 2003, è nella Sampierdarenese».

Nell’ascesa dei due ragazzi, le famiglie hanno avuto un peso importante: «Per noi la crescita deve essere sportiva e umana – conclude il tecnico del Don Bosco – e loro erano ragazzi molto educati. Ancora oggi se mi incontrano per strada a Sampierdarena si fermano a salutarmi e mi chiamano “mister”. Andrea era super-genoano, passione trasmessa dal nonno. Simone super-sampdoriano. Ci piacerebbe averli presto da noi per un derby al Don Bosco, sono due modelli per i nostri bambini. Cambiaso quasi sicuramente per sabato non ce la farà, Trimboli potrebbe entrare, chissà. Io sono sampdoriano, sarò nella Sud: tifo sempre per i miei ragazzi, ma sabato tiferò per Simone. E se mai dovesse fare un gol tutta la Sampierdarena blucerchiata farà una festa pazzesca».

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