Samp, per Giampaolo futuro in stand by in attesa di chiarezza dalla società: “Parleremo tra 10 giorni”.

Il futuro di Marco Giampaolo resta al momento in stand by, nonostante un contratto che a salvezza acquisita si è esteso automaticamente fino al giugno del 2024. In attesa che la società gli comunichi quali sono i programmi e le prospettive per il prossimo campionato, «Non voglio porre me e il mio contratto prima della società. Non sarebbe corretto né giusto. In questo momento non sono io la priorità», Giampaolo nel post-Fiorentina è stato chiarissimo. «Sul mio futuro al momento non voglio dire niente. Ci sarà da parlare, da fare chiarezza, non sono tutte rose e fiori… – ha aggiunto – tra una decina di giorni ci siederemo a un tavolo e capiremo cosa c’è da fare, se lo faremo assieme, se ci saremo tutti… poi magari arriva una nuova proprietà e ci manda tutti a casa».

Il messaggio di Giampaolo è limpido, si aspetta chiarezza nelle dinamiche interne alla società. Il confronto sulle aspettative per la prossima stagione, su quello che si potrà o non si potrà fare, verrà dopo. L’obiettivo della salvezza, raggiunto raschiando il fondo del barile «anche se con la vittoria sulla Fiorentina possiamo dire di essercelo preso noi», nelle ultime settimane ha compattato tutti. Il tecnico è motivatissimo, ha una grande voglia di cominciare una nuova stagione nella Samp, colori che ama, ambiente dove si trova a proprio agio, e potendolo fare fin dal primo giorno del ritiro di Ponte di Legno.

Domenica pomeriggio al termine della sfida di San Siro con l’Inter ci sarà il rompete le righe. Il tecnico blucerchiato tornerà a casa, in Abruzzo, praticamente subito. E, come riporta Il Secolo XIX, lì resterà in attesa di notizie da parte della società sulla programmazione della prossima stagione. Aspetterà una telefonata dal presidente Lanna o dal vicepresidente Romei, o da entrambi. E attenderà di sapere con chi di loro o se con entrambi, appunto, si dovrà confrontare per preparare la prossima stagione. E ancora, con quale direttore sportivo, Osti o Faggiano o entrambi. Ci vogliono però ruoli riconosciuti, competenze definite. Quella chiarezza che in queste ultime settimana è un po’ mancata, sacrificata sull’altare di una salvezza vitale per il futuro della società.

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