Sabiri: “Ora sono a tutti gli effetti della Samp, sono felice. Ogni giocatore al mondo vuole uno stadio caldo come il nostro”.

Sabiri e Alex Ferrari, protagonisti con la Fiorentina erano ospiti ieri al Ravano, con il presidente Lanna. Il numero uno Samp elogia Abdelhamid: «Faggiano è stato molto bravo a segnalarlo. E Sabiri ha mostrato le doti che conoscevamo. Per molti è stato una sorpresa, noi ci speravamo ma è stato bravo a calarsi subito nella Serie A e nel gioco di Giampaolo con qualità e freschezza».

«Qui mi sento a casa – ammette Sabiri sulle pagine del Secolo XIX – e ora, con la salvezza, sono a tutti gli effetti della Sampdoria».

L’entusiasmo nei suoi confronti che effetto le fa? «Mi piace molto, sono felice. Anche io 15 anni fa ammiravo i giocatori della prima squadra. Giocavo sempre a calcio in strada con gli amici, per divertimento: quando sei giovane è il primo obiettivo».

Anche con la Fiorentina vi siete divertiti: è riuscito a non guardare gli altri match-salvezza in tv? «Ho visto solo la gara del Cagliari ma ero sereno, convinto che potevamo battere la Fiorentina. Qui sto bene, la Samp mi piace: negli ultimi 3-4 mesi non abbiamo giocato molto bene ma la squadra è forte e appena abbiamo avuto la testa più libera si è visto».

Ora per lei è scattato il riscatto dall’Ascoli. «Sì, ora sono un giocatore della Samp e sono felice. Quando sono arrivato ho detto che volevo diventare importante per la Samp. Ora l’obiettivo è diventarlo ancora di più. E la Samp non dovrà più lottare per la salvezza: ha ragione il mister quando dice che 36 punti sono pochi per un club così».

Tre reti, due assist, ottime prestazioni: il suo top è stato il gol nel derby? «Sì, è stato molto importante e mi fa molto piacere aver dato gioia ai tifosi. Ma per me segnare con il Genoa o contro un’altra è uguale: le gare valgono sempre tre punti».

Poteva andare al Genoa, i sampdoriani sono più felici così…«Eh sì (sorride) ma questa è un’altra storia…».

Le hanno dedicato anche un fotomontaggio con l’esultanza di Boselli: per i sampdoriani è stata una rivincita. «Sì, l’ho visto però davvero, l’importante per me era che la Samp fosse salva in A, non mi interessa chi va in B».

Con la Viola assist per Quaglia e gol: cosa preferisce? «Per me è uguale. Io sono un trequartista anche se nelle ultime gare ho giocato sull’esterno ma questo è il mio lavoro: aiutare la squadra e le punte».

Come va con Giampaolo? «Se ho giocato bene, molto del merito è suo: mi ha aiutato, non era facile abituarmi alla Serie A e so che devo crescere ancora tanto per starci».

Ha detto che gioca senza paura: è stata la sua forza in questi mesi? «Sì e poi ogni giocatore al mondo vuole uno stadio caldo come il nostro, con 20-30 mila tifosi, ti dà una grande spinta».

Con Colley siete molto amici? «Di più, è mio fratello».

E la sua vicina di casa, è tornato a trovarla? «Certo, Franca è la mia nonna italiana. A Genova mi sento a casa, c’è grande affetto. Mi hanno appena regalato il simbolo della Samp (un Baciccia) con la bandiera del mio Marocco, ho apprezzato molto».

La chiamata in Nazionale pare imminente. «Non lo so… è il mio sogno, vediamo».

Ora l’Inter: chiude con un gol su punizione alla Sabiri? «Speriamo di sì, ma la cosa più importante è fare una partita seria come con la Fiorentina e finire al massimo».–

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