Closing Di Silvio: tutto quello che ancora manca e che bisogna fare…

Il closing è la parte finale di una trattativa, a pochi giorni da quello che dovrebbe essere appunto il trasferimento di quote da chi vende a chi compra.

Prima di arrivare a questa fase, vediamo insieme quello che la legge e non solo, cioè, i più grossi studi notarili legali mondiali dicono che sia obbligatorio fare per arrivare a un prezzo di vendita giusto con i passaggi obbligatori per sancire il passaggio di proprietà.

Tutto questo viene fatto in un modo imparziale da parte mia,  e soprattutto perché questa trattativa non è passata nella famosa data room dov’ è obbligatorio passare. Lo stesso DSilvio ha detto che per loro non  obbligatorio, allora vediamo tutti i passaggi.

Ovviamente tutti speriamo che qualcuno con i soldi, arabo o non , ci compri, ma vediamo e riassumiamo :

  • Targeting
  • Contatti preliminari
  • Attività preparatorie
  • Non Binding Offers (NBO)
  • Selezione delle controparti
  • Lettera di Intenti (LOI)
  • Due Diligence
  • Negoziazione
  • Firma del contratto di acquisizione o vendita (Signing)
  • Financing
  • Closing

Il closing è costituito dall’effettivo trasferimento dal venditore al compratore della titolarità delle azioni, delle quote o dell’azienda.

 

L’uso del termine closing sorge negli USA nell’ambito delle compravendite immobiliari e, di conseguenza, il Blacks Law Dictionary nel definirlo lo ricollega solo alle stesse. Se l’origine del closing è una legge federale è dunque facile comprendere il perchè l’utilizzo di questa pratica sia stata estesa in breve tempo anche alle operazioni di M&A, ove è altrettanto necessaria la certezza che venga trasferito al compratore “good and marketable title” e che sia assicurata la certezza dei diritti di proprietà sulle shares (quote) oggetto del trasferimento o sull’oggetto stesso.

 

Ovviamente, la natura della compravendita immobiliare rispetto all’acquisto di un’azienda è differente e può accadere che nel tempo intercorrente tra la firma del contratto (il signing) ed il closing possano accadere fatti o eventi che vadano a modificare l’accordo precedente (es: pattuizione del prezzo, delle garanzie etc).

 

Le tempistiche, molto spesso lunghe, delle acquisizioni sono propedeutiche alla complessità delle operazioni stesse (es. aggiornamento dati contabili, varie informazioni economiche e contabili necessarie al calcolo del prezzo, etc.) e per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie come quella dell’autorità Antitrust.

Esistono svariate clausole che permettono la determinazione del prezzo e possono essere divise in due categorie: clausole per l’aggiustamento del prezzo e le clausole “Locked box”.

Per ottemperare alle differenze di prezzo che possono intercorrere in questo lasso di tempo negli ordinamenti anglosassoni prima, nel nostro poi, è in voga l’utilizzo di un meccanismo per il calcolo e l’adeguamento del prezzo tra la data di riferimento (il ‘‘signing’’), i cui termini economici, finanziari patrimoniali hanno costituito la base per la formulazione del prezzo, e la data di chiusura dell’operazione (il ‘‘closing’’).  Questo perché al contrario degli immobili, le aziende, competono in un mercato dinamico che può sempre essere oggetto di repentini cambiamenti, si pensi al valore del Milan che è stato modificato più volte.

Con le clausole per l’aggiustamento del prezzo, lo stesso sarà determinato sulla base degli scostamenti di valore degli elementi economico-finanziari rilevati alla data del closing rispetto al valore di tali elementi alla data della situazione patrimoniale di riferimento.

Le parti, possono anche, con le clausole locked box, determinare il prezzo al momento della conclusione del contratto che non potrà, quindi, più essere modificato al momento del closing. Con questo tipo di clausole il compratore assume un rischio sicuramente maggiore e, dunque, dovrà essere garantito da ulteriori clausole che vietino al venditore di compiere azioni che possano compromettere la situazione patrimoniale presente al momento del signing.

Può accadere che le parti inseriscano delle clausole che permettono una determinazione del prezzo successiva al closing, le “Closing Adjustment”.
La clausola prevede che il prezzo di acquisto, pattuito tempo prima della chiusura dell’operazione, già oggetto di revisione, entro un certo tempo ragionevole alla data del closing sia nuovamente oggetto di  verifica della situazione patrimoniale riferita alla data del closing stesso.

L’applicazione della clausola potrebbe portare a variazioni di prezzo anche significative, ed è spesso causa di contenziosi.  È solito l’inserimento all’interno della clausola di un soggetto che decida il quid ed il quantum della controversia confrontando le analisi contabili ante e post closing.
La questione potrebbe essere risolta da un perito contrattualmente già predisposto all’analisi contabile, oppure, da un arbitraggio o con un arbitrato.

Ricapitolando in breve, qualora venga scelto un meccanismo di aggiustamento del prezzo, il compratore sarà meglio garantito nella definizione del prezzo dell’azienda, mentre, con le clausole locked block avrà una certezza maggiore sin dal signing del prezzo del target. Con le “closing adjustment” si introduce un ulteriore meccanismo di verifica di correttezza del prezzo che porta molto spesso a controversie e spese ulteriori.

A cura di Riccardo Guarino

Riccardo è associate di PwC TLS, dipartimento di corporate & compliance. Fondatore, direttore ed a capo della sezione di diritto commerciale e societario della law review “Ius In Itinere” (rivista divulgativa), direttore della rivista semestrale di diritto (rivista con carattere scientifico), direttore e membro del comitato scientifico del Master in Compliance e Prevenzione della Corruzione nei Settori Pubblico e Privato della LUMSA e presidente della sezione giovani di AITRA (Associazione Italiana Trasparenza e Anticorruzione). Nel suo cv vanta importanti esperienze in Italia e all’estero. Ha collaborato precedentemente con primari studi legali (Tonucci & Partners e LCA Studio Legale), ha rappresentato la Federico II all’Human Right Moot Court Competition ed è stato delegato a New York in una simulazione internazionale sul funzionamento delle Nazioni Unite. Nella sua quinquennale esperienza ha potuto ampliare le sue competenze con uno specifico focus sul diritto commerciale e societario e tutto ciò che ne concerne, seguendo importanti aziende nazionali e internazionali in ogni aspetto della vita dell’impresa e nella consulenza day by day. Inoltre, Riccardo ha seguito numerosi progetti di corporate governance, con particolare focus nel campo del D.Lgs. 231/2001 (predisposizione ex novo e aggiornamento di modelli 231, supporto ad organismi di vigilanza, predisposizione di procedure e processi) e della compliance aziendale (predisposizione deleghe di funzioni, predisposizione matrici 2086 c.c., contrattualistica commerciale). È, altresì, autore di numerosi articoli e pubblicazioni in materia di diritto commerciale e societario con le più importanti case editrici italiane (Zanichelli, Cleup)

 

 

 

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