Samp-Lecce, la partita che ci mise il tricolore sul petto!

La sfida Sampdoria – Lecce ha un significato molto particolare per i tifosi della Samp. Il 19 maggio 1991 allo stadio Ferraris le due squadre si sono affrontate in una gara in cui la Sampdoria è riuscita ad imporsi per 3-0, grazie alle reti di Cerezo al secondo minuto, di Mannini al tredicesimo minuto e di Vialli alla mezz’ora di gioco.

La Samp, grazie ai punti conquistati con il Lecce, condannato alla retrocessione, quel giorno si è aggiudicata matematicamente lo scudetto. Capocannoniere di quel torneo è stato Gianluca Vialli con 19 reti.

La partita Sampdoria – Lecce che si terrà domani a Marassi non avrà la stessa importanza di questa storica sfida, ma conquistare tre punti è fondamentale per ridare un po’ di fiducia alla squadra e una spinta verso la salvezza.

Qua sotto un Ferraris strapieno celebra uno scudetto meritatissimo, di cui riviviamo alcune immagini.

 

 

Probabilmente sarà il commercialista Gianluca Vidal l’uomo chiave per dare una svolta alla trattativa per la cessione della Sampdoria

Ferrero ha individuato in Gianluca Vidal l’uomo che d’ora in poi (nei prossimi 7/10 giorni si suppone) si occuperà di parlare con la cordata Dinan-Vialli.

Vidal è un commercialista molto esperto di trattative di acquisizione e cessione di Società. Da quello che si può trovare in rete e pubblicato anche sul Sole 24 Ore, di solito si occupa di Società che sono in difficoltà o in procinto di cambiare proprietà, dal 12 Aprile 2018 è entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione della Green Energy Power S.p.a.

Da quello che abbiamo saputo, Vidal, ha fatto breccia su Ferrero per i suoi modi a New York durante gli incontri con Dinan, di conseguenza l’avvocato Romei è stato tagliato fuori dalla trattativa e l’atteggiamento di tensione non è passato inosservato domenica in tribuna.

La trattativa intanto prosegue, molti indizi lo fanno capire, prima di tutto il silenzio di Vialli che per noi, Mantovani, e altre persone che conoscono bene Gianluca è sinonimo di parola.

E’ difficilissimo invece, da parte di chiunque, riuscire a capire qualcosa da parte di Ferrero, visto che ha chiuso completamente i canali con la stampa, almeno fino a questo momento.

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Accadde oggi: 20 maggio 1992, la finale di Coppa dei Campioni tra Barcellona e Sampdoria

La finale della 37ª edizione di Coppa dei Campioni, l’ultima ad essere denominata in questo modo, è stata disputata il 20 maggio 1992 al Wembley Stadium di Londra tra Barcellona e Sampdoria.

All’incontro hanno assistito circa 71 000 spettatori. La partita, arbitrata dal tedesco Aron Schmidhuber, ha visto la vittoria per 1-0, dopo i tempi supplementari, del club catalano.

Per la Sampdoria, è il culmine di un lungo percorso, guidato negli anni dai sacrifici e dalle intuizioni del Presidente Paolo Mantovani.

Per il Barcellona è l’occasione da non fallire, per salire finalmente sul tetto d’Europa. La partita è bellissima, il suo finale drammatico per i tifosi blucerchiati.

A nove minuti dal termine dei tempi supplementari viene fischiato un calcio di punizione dal limite al Barcellona, dopo un contrasto tra Giovanni Invernizzi ed Eusebio Sacristán, Ronald Koeman si incarica della battuta e trafigge Pagliuca con un potente destro che dà il via alla festa catalana.

Accadde oggi: 19 maggio 1991 Sampdoria Campione d’Italia

Il 19 maggio 1991, in un Ferraris tutto esaurito, la Sampdoria vince il suo primo storico scudetto grazie alla vittoria per 3-0 contro il Lecce.

Sono passati 28 anni, ma il ricordo di quella giornata resta indelebile.

Era la Sampdoria di Vujadin Boskov e del Presidente  Paolo Mantovani, la Sampdoria dei gemelli del goal, Vialli e Mancini, del portiere Gianluca Pagliuca, di Attilio Lombardo, ma anche di elementi di spessore ed esperienza come  VierchowodCerezo e Dossena. La Sampdoria del direttore sportivo Paolo Borea.

Mancini  era assente per squalifica. A sbloccare la partita ci pensò Cerezo dopo neanche due minuti, ma quando Mannini si inventò un euro-gol quasi da centrocampo, tutti capirono che il sogno era ad un passo. Il culmine della gioia arrivò grazie alla rete di Vialli con tanto di immancabile capriola. La Sampdoria era là, in cima alla classifica, più in alto di tutti, e nessuno avrebbe più potuto raggiungerla.

La vittoria con il Lecce porta i due punti decisivi per staccare definitivamente l’Inter e il Milan e guardare tutti dall’alto con una giornata d’anticipo.

I gemelli del gol

Seconda parte

(qui la prima parte)

In blucerchiato arriva la mia consacrazione, grazie anche a mister Vujadin Boskov, che ha reso la mia giovinezza straordinariamente bella: oggi che non c’è più me lo immagino in cielo, seduto accanto a Mantovani… A Genova vinco il mio primo scudetto, quattro Coppe Italia, una Supercoppa di Lega e un mio gol in coppa delle Coppe

ROBERTO MANCINI E GIANLUCA VIALLI NELLA SAMPDORIA FOTO OMEGA (Agenzia: OMEGA)

Alla Samp trovo un feeling molto intenso con il mio compagno di reparto Luca Vialli: eravamo diversi ma molto affiatati, come due poli che si attraggono. Insieme diventiamo i “Gemelli del Gol” per la nostra intesa sotto porta: sentivo che un assist per un mio compagno era come segnare. Conoscevo Luca perché eravamo compagni in nazionale under 21 e l’avevo più volte esortato a venire alla Samp. Dopo di lui, pezzo pezzo, arrivano tutti grandi talenti alla corte del Presidente Mantovani, e la squadra cresceva. Era un momento magico, un gruppo di amici che divenne un gruppo di campioni.

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Rebus cessione : I legali di Vialli incontrano Ferrero. Aquilor perde un investitore e cerca una opzione comune.

Questa volta è Ferrero ad avere fretta per via di una disorganizzazione interna sempre più allarmante.

Infatti a Giugno ci sono pagamenti di rate e mutui che si aggirano intorno ai 40 milioni di euro, parleremo della situazione debitoria nei prossimi giorni.

Questa situazione ha portato il numero 1 della Samp a chiedere un incontro con Vialli e i suoi investitori.

Nello stesso tempo Aquilor ha richiesto a Vialli di incontrarlo e proporgli un ruolo nel caso Ferrero decidesse il gruppo inglese come suo sostituto nel pacchetto azionario. Come già detto Aquilor è solo un tramite per investitori e in questa fase della trattativa agisce come scatola per inglobare le offerte.

L’idea non convince del tutto Vialli sempre se non venga fatto entrare nella coordata uno tra knaster e Dinan.

La richiesta di Aquilor è dovuta perché uno dei principali investitori si sarebbe ritirato e non garantirebbero i soldi promessi a Ferrero.

Insomma una situazione delicata e scelte che devono essere fatte con moderazione.

Se Ferrero rimanesse a capo della società blucerchiata avrà conti salati da pagare la prossima stagione e ci sono soprattutto anche alcune rate non estinte verso Edoardo Garrone quando cedette la Società a titolo gratuito e con garanzie bancarie per i primi tre anni delle quali non sono state saltate o rimandate

Da parte degli acquirenti c’è volontà di chiudere prima di Samp VS Juve da entrambe le parti, nel caso i tempi si allungassero si “userà” l’attuale società come tramite per le prime mosse di mercato.

Ferrero deve decidere a giorni perché le offerte sono sulla scrivania non da poco, Vialli ha messo ancora una volta l’acceleratore a quanto sembra e Aquilor è tentato di inglobare la situazione e mettere la parola fine alla vicenda.

Aspettiamo fiduciosi comunicati che possono venire solo dalla UC Sampdoria e nel caso di ritiro di scena dallo stesso Vialli ed Aquilor che al momento noi giornalisti, nonostante le richieste di un’ammissione della trattativa si sono trincerati.

Non vogliamo entrare in merito alle notizie riportate dai quotidiani genovesi.

Produzione riservata di sampgazzetta.it.

L’articolo può subire variabili e in continuo aggiornamento.

15 Maggio

13:54

Situazione societaria: Inizia il conto alla rovescia per tutti i protagonisti

Abbiamo letto tante notizie, tanti numeri che per chi è dentro al mondo giornalistico hanno portato solo confusione tra i tifosi e appunto gli addetti ai lavori.

Consultandoci con diverse fonti e altri giornalisti crediamo che sapremo del futuro in via ufficiale nella prossima settimana.

Sono tanti i fattori da tenere d’occhio, il primo è che i principali “attori” di questa vicenda si sono racchiusi in un silenzio rumoroso.

Ferrero non ha più parlato con la stampa e non ha presenziato a eventi in queste settimane, Vialli ha fatto due uscite pubbliche nelle quali in una ha dichiarato che vorrebbe fare il dirigente e non ha smentito nulla nonostante la pressione dei media.

Aquilor è una società che farebbe da tramite a investitori, dalle ricerche incrociate siamo venuti a conoscenza che si tratti per il momento ( se non ci sono altre figure) di società finanziarie che si occupano di gestione di debiti e finanziamenti con sede in Arabia Saudita e Dubai.
Del principe arabo non c’è stata nessuna dichiarazione, secondo voci si sarebbe pur ritirato dalla “cordata” perché il suo nome sarebbe uscito e si sarebbe infranto un vincolo di segretezza, anche qui punto interrogativo.

Non ci resta che aspettare ma conoscendo il calcio e le vendite societarie tutto può accadere.

La situazione è quella descritta e se non ci sono da una parte smentite e dall’altra comunicati per calmare l’ambiente crediamo che il futuro si stia decidendo proprio in questi giorni o addirittura già deciso.

Non parliamo di cifre perché bisognerebbe considerare anche come vengono formulate le proposte.

In caso rimanesse Ferrero, opzione difficile ma non possiamo escludere, sarà un mercato in salita e sicuramente dovrà scegliere un nuovo allenatore e qualcuno che faccia il mercato, sempre in questo caso si aspettano delle vendite dei giocatori più quotati poiché la gestione Ferrero vive di plusvalenze e giocatori da rilanciare, sicuramente in questi anni lo staff c’è riuscito ma per farlo bisogna essere agili sul mercato.

I tempi si accorciano sempre di più e le ripercussioni aumentano.

Siamo alla fine del campionato e per questo è iniziato il countdown per tutti i protagonisti.

Vialli al salone del libro racconta della sua malattia e sul futuro risponde con un sorriso a un giovane fan, nessun commento e tanta commozione.

Ho fatto un lavoro per tanti anni. Per noi calciatori è fondamentale trovare le motivazioni giuste. Da allenatore ho poi imparato le tre C: essere chiaro, conciso e concreto. Mi sono innamorato perciò dei mantra, diventandone collezionista e appendendoli nel mio ufficio a Londra. La ripetizione delle affermazioni, col tempo diventa un credo. E quando diventa profonda convinzione, delle cose magiche cominciano a succederti.
Voglio ispirare le persone, voglio che la gente mi dica: grazie a te, non ho mollato.
Non vorrei che questa condivisione assumesse toni un po’ troppo tristi. Sono consapevole di non essere l’unico in questa sala che sta provando a gestire questo viaggio, questa condizione.

Li saluto e sono particolarmente vicino. Io ho deciso di tenermela per me, avevo bisogno di serenità e non mi andava di renderla pubblica… Pensavo: ‘Lo dico agli amici più cari, alle persone di famiglia. Una volta risolta, la condividerò’. Quindi l’ho scritta.

Fin dall’inizio l’ho considerato un accadimento da gestire, e gestibile utilizzando le cose di oggi, ossia chirurgia e cure. Credo che queste due cose, abbinate a un atteggiamento mentale di un certo tipo, possano aver aiutato. Ho lavorato molto attraverso quest’aspetto, la mia coscienza è stata a disposizione dell’energia che c’è nell’universo. Il cancro non è un nemico, non l’ho affrontato come in guerra. Onestamente ho detto: se è vera questa cosa dell’energia… ecco, se avessi fatto incazzare il cancro, forse non ce l’avrei fatta.

Ora ha ricominciato a fare delle cure, tutto ‘per gestire una situazione’. Con la speranza, magari, ‘di pensare a quest’esperienza con un po’ di gratitudine. Magari questo mi renderà una persona migliore’.

Diversi giornalisti presenti hanno chiesto della cessione e della Samp ma Luca non ha risposto, solo un sorriso per un giovane fan con la sciarpa blucerchiata e un autografo…

Vialli: Confermata la sua presenza Lunedì al salone del libro

Gianluca Vialli sarà al salone del libro di Torino Lunedì 13 maggio ore 13 sala rossa con la partecipazione di Domenico Baccalario.
Parteciperà per parlare del suo libro Goal, visto le insistenti voci che lo accostano alla Sampdoria si prevedono tanti giornalisti per sapere dal diretto interessato se risponderà anche alla domanda che tutti noi ci facciamo, per il momento la sua presenza è confermata, seguiremo anche noi all’evento

Il libro edito Mondadori nella sua intervista ha raccontato il significato del libro, oltre della sua vita calcistica anche di altro, riportiamo le sue parole al corriere della sera

“Ho iniziato a scrivere il libro per aiutare le personea trovare la strada giusta – ha spiegato Vialli – Così ho raccolto alcune frasi motivazionali, alcuni mantra, intervallandoli con storie di grandi sportivi, che aiutano a capire. Perché le citazioni non funzionano, se non sei tu che funzioni”. L’ex centravanti azzurro torna sulla propria esperienza: “Sapevo che era duro e difficile doverlo dire agli altri, alla mia famiglia. Non vorresti mai far soffrire le persone che ti vogliono bene: i miei genitori, i miei fratelli e mia sorella, mia moglie Cathryn, le nostre bambine Olivia e Sofia. E ti prende come un senso di vergogna, come se quel che ti è successo fosse colpa tua. Giravo con un maglione sotto la camicia, perché gli altri non si accorgessero di nulla, per essere ancora il Vialli che conoscevano. Poi ho deciso di raccontare la mia storia e metterla nel libro”.

È la prima volta dopo tanti mesi che farà un uscita pubblica.

Mancini: Bobby gol , da quando era bimbo al successo. Foto e video in esclusiva

Prima parte della storia di Roberto Mancini, tutte le immagini e video inediti . Dalla sua autobiografia tutte le dichiarazioni

Buona lettura

Il numero “10” è quel giocatore che stupisce ed emoziona, “spiazza” tutti con un gesto atletico di cui forse neppure lui ha piena consapevolezza, e da subito questo numero è nel mio destino: me lo affidarono quando non avevo ancora 6 anni, e lo porto con me da quando ho indossato la mia prima maglia nella squadra di calcio dell’oratorio San Sebastiano di Jesi. Il regalo che chiedevo a Natale ogni anno era sempre lo stesso: le scarpe da calcio (allora di pezza) e un pallone di cuoio.

Potevo andare al Milan, ma la convocazione arrivò per sbaglio alla Real Jesi (che aveva organizzato il provino grazie a Gabrielle e Andrea Cardinaletti), anziché all’Aurora Jesi, società con cui ero tesserato.

In rossoblu ho trovato un settore giovanile perfetto, con tecnici di qualità come Perani, Fogli, Soncini, Bonini, Zagatti, Mantovani e il suo segretario Generale, Emidio Martelli. Bologna è stata la città ideale per crescere: lì ho conosciuto persone speciali che mi hanno adottato e voluto subito bene. Bologna mi proiettò nel grande calcio: il 13 settembre 1981 la mia prima volta in Serie A (avevo solo 16 anni) grazie al tecnico Tarcisio Burgnich debuttai in Bologna-Cagliari.

Il primo goal in Serie A arrivò a meno di un mese dall’esordio: fu la mia prima rete a cristallizzare il definitivo pareggio del 2-2 al minuto 78 di Como-Bologna. La prima delle 9 reti che riuscii a realizzare nel mio primo campionato nella m

Il numero “10” è quel giocatore che stupisce ed emoziona, “spiazza” tutti con un gesto atletico di cui forse neppure lui ha piena consapevolezza, e da subito questo numero è nel mio destino: me lo affidarono quando non avevo ancora 6 anni, e lo porto con me da quando ho indossato la mia prima maglia nella squadra di calcio dell’oratorio San Sebastiano di Jesi. Il regalo che chiedevo a Natale ogni anno era sempre lo stesso: le scarpe da calcio (allora di pezza) e un pallone di cuoio.

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